L'oculistica di Dolo è ripartita a pieno ritmo

Nel periodo di emergenza per il Covid-19 le attività sono state assicurate grazie alla sinergia con altri ospedali dell'Ulss 3. Ora si torna alla normalità

Da qualche giorno è ripreso a pieno ritmo il lavoro della oculistica dell'ospedale di Dolo, dopo che il reparto era stato "congelato" momentaneamente, come altre unità operative, per permettere di gestire l'emergenza Covid-19. «Ora siamo tornati - spiega il primario del reparto, dottor Romeo Altafini - e stiamo riprogrammando tutte le attività, alcune delle quali comunque ci siamo impegnati a mantenere sempre attive negli ospedali di Mirano e Chioggia, all’insegna della sinergia tra i presidi ospedalieri dell'Ulss 3».

Ritorno alla normalità

Il primario parla a pochi giorni dal ritorno alla normalità del suo servizio che, per circa due mesi, ha continuato a lavorare, appunto, dividendosi tra Mirano e a Chioggia. «A Chioggia - ha detto - abbiamo eseguito alcuni interventi di glaucoma, che è un po’ il nostro fiore all’occhiello qui a Dolo per la diagnosi e il tipo di trattamento impiegato; poi abbiamo continuato a Mirano l’attività ambulatoriale e quella in urgenza». Lunedì 25 maggio anche il reparto di oculistica di Dolo è stato riaperto, partendo prima con le visite e poi con gli interventi: cataratte e glaucoma soprattutto, dando ovviamente priorità ai casi più gravi. Nello stesso tempo si continua a riprogrammare l’attività anche rimodulando gli orari di visite e interventi, sia per rispettare le regole imposte dall'attenzione anti-Covid, sia per rispondere alle richieste più tempestivamente: «L’attività è stata riprogrammata non solo al mattino – ha detto il primario – ma anche al pomeriggio per cercare di dare una maggiore risposta alle richieste dell’utenza, sviluppando anche nuovi sistemi di teleoftalmologia e teleconsulto».

Glaucoma

Una patologia importante su cui si sono specializzati particolarmente gli oculisti del distretto di Mirano Dolo è sicuramente il glaucoma: si tratta di una malattia subdola dell’occhio che in molti casi viene scoperta casualmente. Si stima, infatti, che il 10% della popolazione presenta un ipertono oculare senza saperlo. Il glaucoma è caratterizzato da una pressione oculare elevata (di solito maggiore di 21 millimetri di mercurio) con una conseguente escavazione del nervo ottico ed una riduzione del campo visivo, cioè diminuzione della capacità di percepire oggetti o persone che si trovano oltre che di fronte a noi, anche lateralmente. È importante saper riconoscere quale forma clinica di glaucoma si ha di fronte e individuare i vari stadi della malattia. Una volta fatta la diagnosi, si lavora per controllare l’unico fattore di rischio della malattia su cui si può agire e cioè la pressione oculare, cercando di riportarla al valore target. Un’operazione che viene fatta scegliendo di volta in volta la terapia medica migliore per quel determinato caso, che può essere la somministrazione di gocce oppure un trattamento laser o, ancora, un intervento di tipo chirurgico, oggigiorno sempre più mininvasivo. 

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«Nel nostro reparto - ha ricordato il primario Altafini - accanto alla continua evoluzione della chirurgia tradizionale del glaucoma, si è sempre attenti alla ricerca di nuove tecniche di chirurgia mininvasiva. Questa ricerca ha interessato anche la malattia del glaucoma che a Dolo è trattata ampiamente e in maniera efficace, anche con l'ausilio di microdispositivi che permettono la riduzione della pressione intraoculare in pazienti selezionati, dove la pressione intraoculare non può essere controllata con la massima terapia medica tollerata o quando la progressione della patologia richiede l’intervento chirurgico».

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