Residui bellici fatti brillare dall'Esercito all'aeroporto Marco Polo di Venezia

Le operazioni di disinnesco coordinate dalla prefettura di Venezia sono iniziate alle 9.30 di giovedì con la rimozione degli ordigni dal luogo ove erano stati posti in sicurezza

Foto: le operazioni dell'Esercito

Gli artificieri dell’Esercito sono intervenuti all'aeroporto Marco Polo giovedì per la distruzione di alcuni residuati bellici risalenti al primo conflitto mondiale. Gli ordigni, bombe a mano e granate di artiglieria ad alto potenziale esplosivo, sono stati trovati lo scorso 28 marzo durante i lavori di scavo nell’area e sono stati messi in sicurezza da un team di specialisti dell’ottavo reggimento guastatori paracadutisti di stanza a Legnago, nel Veronese.

Lo scavo e il brillamento

Le operazioni di disinnesco, coordinate dalla prefettura di Venezia e dal comando forze operative nord di Padova, sono iniziate alle 9.30 con la rimozione degli ordigni dal luogo ove sono stati momentaneamente posti in sicurezza. Per non recare disagi alla regolare attività dell’aeroporto sono stati successivamente trasportati, approvata dall’autorità prefettizia, e definitivamente distrutti mediante brillamento. Con l’ausilio di una macchina movimento terra in dotazione ai genieri è stato realizzato uno scavo, denominato “fornello”, dove sono stati posti i residuati e successivamente ricoperti con terreno. Il brillamento ha avuto luogo alle 13.20.

Gli interventi

Il generale di corpo d’armata Amedeo Sperotto, comandante delle forze operative nord, presente al brillamento, ha ricordato che dall’inizio dell’anno sono 249 gli interventi di bonifica condotti dagli artificieri nell’area di competenza che include una gran parte del centro nord Italia, per un totale di 749 ordigni risalenti ai conflitti mondiali. Il generale ha inoltre rammentato che al ritrovamento di un ordigno è sempre indispensabile avvisare con prontezza le forze dell’ordine al fine di avviare tutte le procedure necessarie che si concludono, come oggi, con la distruzione degli stessi. Gli oltre 35.000 interventi effettuati, negli ultimi dieci anni, dagli specialisti dell’Esercito italiano su tutto il territorio nazionale, testimoniano l’incessante impegno per garantire la sicurezza e la salvaguardia della collettività.  

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