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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Lo Stabile del Veneto si interroga sul futuro del teatro con il progetto "Orizzonte Postumo"

Una produzione ideata da cinque artisti, Alessandro Businaro, Francesca Macrì, Stefano Fortin, Tommaso Fermariello e Tatjana Motta che andrà in scena ad aprile con un allestimento video e una trilogia di spettacoli dal vivo

Il Teatro Stabile del Veneto si interroga sul futuro del mondo teatrale dopo la pandemia con un nuovo progetto. A chiedersi cosa resterà el teatro dopo la fine della pandemia e come questo tornerà a far parte della vita sociale delle persone è stato un gruppo di cinque artisti che hanno lavorato su una produzione dal titolo "Orizzonte Postumo" che andrà in scena ad aprile con un allestimento video e una trilogia di spettacoli dal vivo. Del gruppo fanno parte i registi Alessandro Businaro e Francesca Macrì e i dramaturghi Stefano Fortin, Tommaso Fermariello e Tatjana Motta e sono loro gli autori del nuovo progetto del Teatro Stabile del Veneto Orizzonte Postumo. 

Orizzonte Postumo: cosa ne sarà del teatro?

Il lavoro prende vita dal percorso sperimentale che il gruppo di giovani artisti, con l'aiuto di Dario del Fante, ricercatore del CNR di Pisa, ha iniziato subito dopo il primo lockdown con i teatri ancora chiusi, per capire su che cosa l’epidemia Covid-19 ci interroga più profondamente.  Sono emersi due punti nodali ai quali cercare di rispondere: quello del desiderio e quello della morte. Due temi che nel progetto vengono trattati con due punti di vista differenti e allestimenti differenti: da una parte un prodotto audio video e dall’altra una produzione dal vivo con tre spettacoli, una scelta che vuole rispecchiare anche la situazione attuale dei teatri, che con le sale chiuse hanno dovuto reinventarsi sperimentando nuove forme di interazione con il pubblico. Nei panni dei protagonisti 12 ragazzi della Compagnia Giovani del Teatro Stabile del Veneto. A dirigere la produzione video, la regista Francesca Macrì insieme alla drammaturga Tatjana Motta.

Il regista è Alessandro Businaro e il drammaturgo Tommaso Fermariello.

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