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Foto ex orto botanico San Giobbe

Foto ex orto botanico San Giobbe

Ex orto botanico a San Giobbe, recupero a fini residenziali con abitazioni convenzionate

La delibera di giunta l'estate scorsa ha rinnovato la concessione scaduta 16 anni fa per riqualificare l'area. Proroga della destinazione fino al 2023. Archiviato l'albergo, Bettin e Martini chiedono di dare il via ai lavori. Sottoscrivono i consiglieri di Municipalità

Il quadro normativo c'è. Riguardo all'orto botanico in zona San Giobbe la giunta comunale l'estate scorsa ha infatti riesumato e prorogato fino a maggio 2023 la concessione edilizia, scaduta 16 anni fa, allo scopo di riqualificare l'area dandogli una destinazione residenziale, per il 20% adibita a edilizia convenzionata, e a parco pubblico. Archiviato l'albergo, il consigliere del gruppo Verde Progressista, Gianfranco Bettin chiede in un'interrogazione che gli interventi e la costruzione delle case abbiano inizio. L'atto è stato sottoscritto dal consigliere comunale del gruppo Tutta la città insieme, Giovanni Andrea Martini, e dai 4 consiglieri di Municipalità: Franco Schenkel, Alessandra Regazzi, Michele De Col e Renata Mannise (Verde e Progressista).

Il piano di riqualificazione

Il programma integrato di riqualificazione urbanistica prevedeva il recupero degli immobili presenti nell’area, per una superficie lorda di 12.470 metri quadri e una volumetria di circa 2.030 metri quadri, per un totale di 14.500, e il recupero di mura di cinta, pavimentazioni, il portale di ingresso, la demolizione di parti incongrue per circa 3000 metri cubi, con la realizzazione di opere di urbanizzazione (quali i percorsi pedonali), il ponte di collegamento sul rio di San Giobbe per giungere in calle della Cereria, le reti dell’illluminazione pubblica e i sottoservizi. Il parco pubblico si svilupperebbe su una superficie di circa 7.350 metri quadri. Ci sono inoltre: la sistemazione e il rifacimento della pavimentazione di parte del campo di San Giobbe, la ristrutturazione di un immobile da destinarsi ad attrezzature a uso pubblico (centro territoriale permanente o altre strutture scolastiche) con trasferimento gratuito al Comune. 

Distribuzione

I 14.500 metri quadri sono così distribuiti: edilizia privata collocabile sul mercato immobiliare, a destinazione prevalentemente residenziale e in minor parte commerciale e direzionale, per 11.600 metri quadri, ed edilizia residenziale convenzionata per una superficie lorda non inferiore a 2.900 metri quadri. A febbraio del 2008 le società Enel servizi srl, Enel distribuzione spa e Enel spa, hanno venduto alla San Giobbe srla la piena ed esclusiva proprietà del complesso immobiliare, mantenendo a carico di quest’ultima tutti i diritti e gli obblighi della convenzione. Nel 2015, dichiarato il fallimento della San Giobbe, la società è poi tornata in bonis nel 2018 per intervento del gruppo Marseglia che ne ha acquisito la proprietà. Il termine di efficacia della convenzione, inizialmente fissato al 27 aprile 2015, è stato posticipato una prima volta al 27 aprile 2018, una seconda sino al 27 aprile 2020, e un’ultima volta sino al 27 aprile 2023, con deliberazione di giunta del luglio del 2020.

«Considerato che - si legge nell'interrogazione - l'area è da anni abbandonata e versa in una situazione di degrado, come più volte segnalato dai residenti, e che la mancanza di una regolare manutenzione sta pregiudicando la vegetazione e gli edifici con crolli delle coperture, si chiede a sindaco e giunta quali iniziative stia assumendo per l'avanzamento dei lavori previsti in modo da assicurare che la riqualificazione dell'area sia ultimata e resa fruibile entro la scadenza del 27 aprile 2023.

«Ricordo – dice Martini - che due anni fa, come Municipalità, avevamo raccolto più di duemila firme per la salvaguardia dell’area, con i ragazzi di “Fridays for Future”, e dopo incontri e un'assemblea pubblica. In quell’occasione il sindaco aveva manifestato la volontà di non far concedere alcun cambio di destinazione d’uso. Riteniamo la costruzione di un nuovo l’albergo un oltraggio alla città e che le destinazioni previste dal precedente piano dell’amministrazione si debbano ritenere superate. Proporremo di inserire all’interno dei finanziamenti legati al Recovery fund il progetto di restituire alla città l’orto botanico come esiste in tante grandi città europee».

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