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Domenica, 3 Luglio 2022
Attualità Cannaregio / San Giobbe

Risveglio di San Giobbe: Ca' Foscari immagina una Business School nell'orto botanico

Prima giardino dei frati, poi sede di una fabbrica di siluri e infine Cral dell'Enel. Il lungo periodo di abbandono potrebbe finire e non per via del turismo

Per troppo tempo condannato all'incuria e all'abbandono potrebbe trovare una nuova destinazione l'area dell'ex Orto botanico di San Giobbe a Cannaregio, perfino senza trasformarsi in hotel o struttura ricettiva. L'Università di Ca' Foscari ha dichiarato il suo interesse per l'area che potrebbe diventare, secondo il rettore, Michele Bugliesi, «una Business School del Veneto e del nordest, in grado di capitalizzare al meglio le sinergie con le attività dei vicini dipartimenti di Management e di Economia e gli enti di alta formazione del territorio».

Il passato

Ex area Enel, poi ceduta a privati, è storica la zona dell'Orto botanico. Prima luogo sacro di apprendimento delle proprietà delle piante, diventa centro di studio del liceo Foscarini, e poi sede di una fabbrica di siluri di appartenenza austriaca. I due ettari hanno anche ospitato un centro sportivo con campi da tennis e bocce, nelle mani di Save, per poi essere venduti a un impresario calabrese e infine al Marseglia group del Molino Stucky. Quello che ha chiesto di poter realizzare alberghi, aree verdi e un ponte di collegamento con la stazione ferroviaria, ottenendo il diniego del Comune.

Ca' Foscari

E da ultimo arriva la manifestazione d'interesse dell'Università di Venezia. «Appreso del dibattito in corso sul futuro utilizzo dell'area dell'ex Orto Botanico a San Giobbe, Ca' Foscari, presente a San Giobbe con il Campus economico e la residenza studentesca in via di realizzazione, guarda con grande interesse a quell'area, e si dichiara pronta a discutere della sua destinazione e a investire anche proprie risorse. In questa prospettiva lancia già da subito una proposta: costituire all'ex Orto botanico una Business School del Veneto e del nordest. Un progetto da sviluppare con la partecipazione di diversi stakeholder che troverebbe nella città il luogo naturale di alta formazione professionale ed executive. Un progetto in grado di rigenerare un'area e un parco da consegnare a utilizzo pubblico e da restituire a nuova vitalità, capace di svilupparsi anche oltre l'asse, oggi dominante, del turismo. Ca' Foscari è pronta a fare la sua parte».

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