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L'esterno del Padiglione Venezia

L'esterno del Padiglione Venezia

Sapere come usare il sapere: l'educazione è il "fil rouge" del Padiglione Venezia

Dopo lo stop dello scorso anno - nonostante le aperture straordinarie - il padiglione di casa riapre i battenti nel corso della 17. Mostra Internazionale di Architettura

Un percorso interno articolato in tre stanze, tutte collegate dallo stesso leit motiv, l'educazione. "Sapere come usare il sapere" è il tema che ha già animato dibattiti nel corso delle aperture straordinarie dello scorso anno e che sarà colonna portante del Padiglione Venezia in occasione della 17. Mostra Internazionale di Architettura che aprirà i battenti il prossimo 22 maggio e che sarà dislocata come di consueto tra i Giardini della Biennale a Castello e l'Arsenale.

Il percorso del padiglione

L'esperienza del visitatore inizia dalla porta centrale, attraverso cui si accede alla sala principale, quella delle "Education Stations" (le stazioni educative) dell'architetto Michele De Lucchi, spazi concepiti per imparare la storia della civiltà dell'uomo attraverso la qualità dell'architettura. «Sono di fatto cinque grandi tetti. - ha spiegato nel corso della presentazione ufficiale di oggi - Ci fanno ammirare quello che abbiamo attorno, ci aiutano ad apprezzare la straordinarietà dell’uomo che si è preso la responsabilità di gestire le risorse della terra, alzando gli occhi a un futuro migliore. Ma queste opere rappresentano anche anche la forza organizzativa che serve per creare un ambiente dove poter per vivere tutti assieme in condizioni migliori».

Education Stations Cantiere Fenice-2

"Economia della Bellezza" è il tema della seconda sala. Una installazione pensata dal giornalista e conduttore televisivo Emilio Casalini, «nella quale - ha spiegato - la bellezza diviene strumento e fine per la valorizzazione delle infinite sfumature della nostra identità. È assimilabile ad un'architettura sociale per l’organizzazione del tutto e la gestione della complessità attraverso l’armonia». Il concetto è reso possibile e materiale grazie alle opere di Marina e Susanna Sent e ad uno studio economico sull’incidenza della stessa sulla nostra economia. È spettato a Banca Ifis, gold partner del Padiglione Venezia, analizzare e misurare il valore potenziale della bellezza, ossia il valore diretto e indiretto generato dal ricco patrimonio di storia, arte, cultura, territorio e design del nostro Paese.

La terza sala, infine, sviluppata in collaborazione con la Fondazione Musei, sarà riservata ai giovani artisti vincitori della seconda edizione del concorso del Comune di Venezia "Artefici del nostro tempo". Saranno nella fattispecie esposte le opere premiate nelle otto sezioni individuate dalla giuria (design del vetro, vetro realizzato, fotografia, fumetto, pittura, poesia visiva, video clip musicali e street art).

«L’esposizione del Padiglione Venezia nasce da un progetto costruito in comunità, una comunità che ha saputo lavorare in armonia - ha spiegato la curatrice Cristina Zabotti - Credo sia un aspetto fondamentale, pensando alle domande da cui nasce la mostra: "Come vivremo insieme? Come vivremo bene insieme?" Creando armonia tra uomini e ambiente in cui vivono. L’ambiente in cui viviamo ha un valore educativo e noi possiamo imparare creando nuovi luoghi. Partendo dall’educazione, che è il filo condutore del percorso espositivo, il mio compito è stato quello di mettere insieme connessioni tra saperi, eccellenze, e personalità differenti per riuscire a rappresentare cosa possono essere questi nuovi luoghi da cui ripartire a vivere insieme».

Il commissario Maurizio Carlin ha sottolineato come l'attività del Padiglione non si sia mai fermata: «L'anno scorso abbiamo sospeso la mostra, - ha spiegato - ma la nostra attività è proseguita, si è lavorato perché il padiglione rimanesse accessibile a città e cittadini, ottenendo un ottimo riscontro durante le aperture straordinarie. Gli ha fatto eco il sindaco Luigi Brugnaro: «Già dallo scorso anno eravamo pronti per la riapertura, - ha detto - poi il lockdown e la pandemia ci hanno costretto a far slittare la mostra. In questi mesi il lavoro è stato portato avanti, il progetto è stato aggiornato e siamo pronti a partire con la riapertura del padiglione fino al prossimo autunno».

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