Palazzo Zaguri, percorso tattile delle esposizioni a ciechi e ipovedenti

La direzione fa suo il pensiero dell’Unione Italiana Ciechi: sarà possibile vedere con le mani ogni opera e manufatto presenti nelle 35 sale espositive

Foto: palazzo Zaguri, archivio

Vedere con le mani. Toccare le opere per coglierne la pura essenza, quando non è possibile guardare. L’arte è un linguaggio, una forma di comunicazione che dovrebbe essere accessibile e fruibile da tutti. La direzione di palazzo Zaguri fa suo il pensiero dell’Unione Italiana Ciechi aprendo il polo espositivo di campo San Maurizio, a Venezia, ai percorsi tattili di tutte le sue opere. Questo è punto di partenza di un progetto più articolato, che vede palazzo Zaguri impegnato, nel prossimo futuro, a diventare area culturale aperta affinché tutte le persone con necessità particolari o con difficoltà sensoriali possano fruire pienamente dell’arte.

Dovere morale

Mentre nella maggior parte dei musei italiani ed esteri ciechi e ipovedenti hanno a disposizione percorsi dedicati o la possibilità di toccare solo alcune opere o reperti, a Palazzo Zaguri sarà possibile vedere con le mani ogni opera e manufatto presenti nelle 35 sale espositive. Per sempre.
«Un tempo i ciechi scendevano in piazza per rivendicare il diritto alla pensione e all’indennità di accompagnamento - spiega l’Uici -. Oggi avvertono fortemente il bisogno di accedere all’arte e ai beni culturali in genere perché sanno quanto siano essenziali ai fini di una formazione integrale della persona». «È nostro dovere umano e morale - aggiunge Mauro Rigoni, ad di Venice Exhibition - far sì che l’arte sia un bene di tutti. Ed è per questa ragione che abbiamo dato vita a questo progetto, che sarà inaugurato da una delegazione di una ventina associati Uici, invitati gratuitamente, assieme ai loro accompagnatori, a visitare la mostra “Da Kandinsky a Botero. Tutti in un filo».

I sensi

Opere d’arte contemporanea, quadri, arazzi ma anche e soprattutto il telaio ad alto liccio del 1700 sono pronti a raccontare i propri segreti grazie a un senso spesso dimenticato, ma che suscita in tutti sensazioni ancor più forti della vista stessa. Senza contare che si potrà letteralmente entrare nel dipinto di Felice Casorati, riprodotto in ogni suo elemento (la tavola apparecchiata, gli sgabelli) nella sala a lui dedicata. Il gruppo dell’Uici di Venezia potrà così scoprire i nodi e gli intrecci nascosti nel retro degli arazzi di palazzo Zaguri, testimoni silenziosi e spesso dimenticati del grande e raffinatissimo lavoro di alto artigianato necessario a dar vita a questi capolavori.

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