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"Affitti turistici, certificheremo le strutture: solo così pass agli ospiti per superare i varchi"

Il sindaco Brugnaro martedì alla VI commissione: "Si dovranno garantire standard qualitativi e sensibilizzare al rispetto della città". La sperimentazione del 1 maggio costata 29mila euro

"Le strutture alberghiere lo sono già, ma stiamo pensando anche a una certificazione del Comune per le strutture private che ospitano turisti. Senza i tuoi clienti magari non potranno avere un pass per girare liberamente in città nel caso si chiudano i varchi". Il sindaco Luigi Brugnaro martedì è intervenuto in una seduta della VI commissione per rispondere ad alcune interpellanze dei consiglieri comunali riguardanti il sistema di gestione dei flussi introdotto per la prima volta durante il ponte del 1 maggio e ribadito in occasione del weekend del 2 giugno.

"Svilupperemo la soluzione varchi"

Il primo cittadino ai presenti ha spiegato di voler continuare su questa strada, sviluppandola ulteriormente: "Perché tra un anno saremo con ogni probabilità in grado attraverso un software di calcolare in maniera oggettiva quante persone transitano in un determinato luog - ha continuato il primo cittadino - a quel punto la decisione di chiudere o meno i varchi non sarà più discrezionale". Ma chi resterà fuori e chi no? Dato per scontato che i residenti non avranno problemi, l'intenzione dell'amministrazione comunale è di certificare le strutture che ospitano turisti, in modo da garantire ovunque standard ricettivi adeguati: "I turisti che prenoteranno in realtà certificate - ha sottolineato il primo cittadino - potranno contare anche su dei pass per girare liberamente anche in caso di pienone. Chi vorrà la certificazione dovrà spiegare ai suoi ospiti le regole di rispetto della città".

Sacchetti numerati per smascherare i maleducati

La "battaglia" contro il turismo cafone passa anche attraverso Veritas: "I sacchetti che consegneremo alle strutture certificate potranno essere numerati - ha spiegato Brugnaro - Se l'utente si comporta male paga anche il responsabile della struttura, che incassa 3mila euro al mese al posto di mille circa decidendo di non affittare a chi lavora o studia. Questo varrà naturalmente anche per la terraferma".

Il costo dei varchi

Dai consiglieri sono stati chiesti lumi anche sul costo effettivo dell'"operazione varchi". A rispondere è stata l'assessore al Turismo, Paola Mar: "I costi della prima sperimentazione avvenuta il 1 maggio sono stati di 29.403 euro, di cui 7.708 per il noleggio delle strutture, 12mila euro circa per il service (steward e guardie giurate), 4mila euro circa per la cartellonistica e 6mila euro per l'allestimento dello sbarco dei lancioni - ha affermato - Metteremo a gara l'intera impostazione, i costi totali li stimiamo sugli 85mila euro per questi mesi".

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