Ok della giunta regionale al piano trasporti da 20 miliardi: «Il Veneto come una grande metropoli»

Tra le prime azioni ci sono le ferrovie ad alta velocità e il riassetto del terminal crocieristico di Venezia. Tra due mesi il voto in Consiglio

Un progetto strategico di respiro decennale con investimenti per 20,8 miliardi per rendere la mobilità del Veneto più sostenibile. È il nuovo piano regionale dei trasporti, approvato dalla giunta veneta e presentato oggi a palazzo Balbi dal governatore Luca Zaia, l'assessore regionale Elisa De Berti e dal coordinatore del gruppo di tecnici che ha sviluppato il piano, Ennio Cascetta. Il documento si compone di 37 articoli per il raggiungimento di otto obiettivi sui temi dello sviluppo sostenibile della mobilità, la diminuzione dell'impatto ambientale, l'aumento della competitività internazionale e la crescita economica del territorio.

Infrastrutture

Il piano, secondo Zaia, risponde all'obiettivo di portare «un veneto su quattro a spostarsi usando i mezzi pubblici, che vuol dire ragionare come una metropoli». Dei 20,8 miliardi, spiega il governatore, «12,8 ci sono già, 6 sono quelli previsti per la Tav, e quindi all'appello ne mancano due». Il piano, che andrà a sostituire il precedente, risalente al 1990, prevede il raggiungimento degli obiettivi tramite azioni materiali sulle infrastrutture e l'attivazione di precise politiche. Cascetta ha citato tra le prime «le ferrovie ad alta velocità, il Brennero e il porto di Venezia», ma anche «le smart road, su cui vogliamo essere capofila». Da notare che le linee Tav consentono velocità commerciali superiori ai 150 km/h, l’inserimento di treni europei merci (TEM), elevate prestazioni ed un frequente cadenzamento degli orari: ad oggi questi servizi interessano il collegamento Venezia/Padova e Verona/Bologna ed è prevista l’estensione alle direttrici Padova/Bologna e Venezia/Trieste, oltre che il completamento dell’intero tratto Milano-Venezia.

Politiche green

Le politiche, invece, comprenderanno ad esempio «l'implementazione del biglietto unico regionale e maggiori sussidi per il cambio auto con modelli a gas o elettrici». Se attuato così com'è, ha aggiunto, il piano «consente di raggiungere tutte le soglie ambientali previste dall'Unione Europea in termini di riduzione di polveri sottili, di Co2 e di morti e incidenti sulla strada», assicura Cascetta. Ma non è tutto, perché, caso unico in Italia, «il piano prevede anche linee guida per l'inserimento ambientale e architettonico delle infrastrutture. Il Veneto si è posto il problema che le infrastrutture debbano essere belle», conclude Cascetta.

Piano condiviso

Il piano, che è stato elaborato contemplando gli scenari dei prossimi 10 anni, in cui ci si attende una rapida evoluzione delle tecnologie e delle abitudini, sarà «dinamico, in quanto deve interpretare il veloce mutamento», aggiunge De Berti, evidenziando «la necessità di connettere il Veneto ai territori internazionali» e l'attenzione al trasporto pubblico locale. Si tratta del risultato di «riunioni fiume, tutti gli stakeholder hanno potuto dire la loro», assicura De Berti. Ora è previsto un ulteriore spazio per eventuali osservazioni e tra circa due mesi il documento arriverà al Consiglio regionale per l'approvazione definitiva.

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