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Il Piave in piena nel weekend

Il Piave in piena nel weekend

Ogni volta che il Piave si gonfia i rischi sono enormi: Cereser chiede di accelerare sulle opere idrauliche

Il sindaco di San Donà invita la Regione a procedere con i progetti che permetterebbero di controllare le acque del fiume. «È una priorità, sono in gioco vite umane». Anche a Portogruaro ci sono degli interventi da mandare avanti

Tutte le volte che si verificano condizioni meteo favorevoli all'ingrossamento dei fiumi il Veneto è a rischio (vedi il fine settimana scorso), tutte le volte succedono danni più o meno gravi. Il Piave, in particolare, quando è in piena fa paura: il Cadore, i colli trevigiani e infine il Veneto orientale, tutti i territori attraversati rischiano di subire esondazioni e allagamenti. Negli ultimi decenni si è parlato tanto di opere utili a contenere il rischio idraulico, ma poco è stato realizzato. Un nuovo appello è arrivato oggi da Andrea Cereser, sindaco di San Donà, che si è rivolto alla Regione per chiedere «senza indugio» di «affidare la progettazione definitiva degli interventi per la salvaguardia del Piave». «Sono in gioco vite umane - dice Cereser - Ogni anno ci arrivano segnali di ammonimento che non possono essere trascurati: ne è prova quanto sta accadendo in questi giorni».

Bacini per il contenimento della piena

Uno degli interventi più importanti prevede la realizzazione di un bacino di laminazione alle grave di Ciano (Treviso), ovvero un'opera che consentirebbe lo stoccaggio temporaneo di parte del volume dell'onda di piena. L'ultimo incontro sul tema, ricorda Cereser, è avvenuto il 19 febbraio tra il prefetto di Treviso, l’Autorità di Bacino, l’assessore regionale Bottacin e tutti i sindaci rivieraschi. «Ad eccezione dei sindaci del Montello - fa presente Cereser - tutti avevano dato una indicazione chiara per proseguire con la progettazione». In quell'occasione «la Regione aveva prospettato di avviare la gara entro fine 2020». Invece «siamo ancora fermi».

Interventi urgenti

«Sappiamo - dice Cereser - che i fondi del recovery fund potrebbero essere utilizzati per finanziare questi costosi interventi: ma perché ciò avvenga le risorse devono essere impegnate entro la fine del 2022, di conseguenza c’è tempo solo fino alle fine del 2021 per completare la progettazione definitiva». Non solo dell'intervento di Ciano, ma anche di quello che interessa la zona a valle di Ponte della Priula: «La commissione istituita dopo l'alluvione del 1966 - dice ancora Cereser - ha stimato che entrambi questi interventi sono necessari per evitare il ripetersi di quanto accaduto in quell'anno, a parità di condizioni ambientali».

Opere ostacolate

I timori del sindaco di San Donà fanno riferimento all'opposizione dei sindaci contrari, ma ci sono anche vari comitati e associazioni che ostacolano queste opere. «Ok per gli strumenti di concertazione, ma senza ritardare le fasi di progettazione e realizzazione degli interventi - conclude Cereser - Chi ostacolasse questa possibilità unica di utilizzare i fondi del recovery fund, si prende una grande responsabilità».

Portogruaro

Anche la città di Portogruaro è interessata dalle esondazioni dei fiumi: in centro il Lemene è fuoriuscito, nelle frazioni la situazione è stata di allerta. Il circolo locale del Pd ha riepilogato la situazione: «Il nostro è un territorio di bonifica, con una fitta rete di acque superficiali, e necessita di continua manutenzione idraulica. Oltre alla situazione del Loncon-Lison sono diverse le situazioni critiche: la zona di San Giacomo, le aree afferenti il Sigari a sud di viale Trieste, a San Nicolò, nella frazione di Giussago, di Portovecchio e di Summaga, e nel sistema Lugugnana-Taglio». Anche in questo caso si vede un'occasione nel recovery fund, per cui il Pd invita l'amministrazione comunale a procedere con i piani di intervento: «L'amministrazione deve essere pronta con i progetti - scrive il Pd -. A Pradipozzo non solo c'era una convenzione da portare avanti, firmata nel 2010 con Regione, Autovie Venete e i comuni di Portogruaro, Pramaggiore e Cinto Caomaggiore, ma c'è anche un progetto preliminare per la realizzazione del canale di gronda sul Lison che risolverebbe la gran parte dei problemi. Ora la nuova amministrazione si attiverà finalmente per il progetto esecutivo?».

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