Polizia provinciale al palo: per passare alla Regione si attende un provvedimento statale

Nel frattempo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil tornano a puntare il dito contro «il costante indebolimento del servizio dovuto alla carenza di personale e ai mancati investimenti su uomini e mezzi»

Foto: polizia provinciale, archivio

Polizia provinciale ancora nel limbo a distanza di un anno. Gli operatori si sono riuniti venerdì in assemblea sindacale e assieme alle sigle Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, sono tornati a sottolineare «il costante indebolimento del servizio dovuto alla carenza di personale e ai mancati investimenti».

Attuazione della legge regionale

Da più di un anno si aspetta che venga data attuazione alla legge che prevede il passaggio alla Regione e la costruzione della vigilanza regionale. «Tale scelta - scrivono Daniele Giordano (Fp Cgil), Franco Antolini (Cisl Fp) e D’Emanuele Scarparo (Uil Fpl) -, che doveva determinare un rilancio dell’attività, si sta trasformando nella vera e propria cancellazione del servizio a danno dei cittadini. La scelta di molte amministrazioni provinciali di cedere il personale in servizio sta anche determinando difficoltà a garantire la gestione dei turni e delle presenze. Abbiamo appreso di una possibile delibera della giunta regionale che rinvia il passaggio del personale a un provvedimento statale che permetterà il mantenimento delle qualifiche. Tale delibera rinvierebbe anche tutta la competenza su caccia e pesca a una successiva intesa tra Regione e Upi, Unione delle province d'Italia».

Investimenti e garanzie

«La necessità di un provvedimento statale per il passaggio delle qualifiche e del personale era già stata evidenziata nella delibera della Corte Costituzionale del 2018 ed è per questo grave che in un anno non si sia trovato rimedio a garanzia dei lavoratori e del servizio». I lavoratori in assemblea hanno dato mandato alle segreterie regionali di categoria Cgil, Cisl e Uil di chiedere un incontro urgente alla giunta regionale del Veneto, al Consiglio e all’Upi per chiedere quale sia il loro futuro. «In assenza di risposte alla richiesta di confronto sarà proclamato lo stato di agitazione  valutando tutte le forme di lotta. È necessario chiarire come si intenda mantenere in vita il servizio della polizia provinciale e ripristinarne l’investimento sui mezzi, non più sicuri, sugli strumenti necessari al lavoro e sul personale».

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