Un premio ai biologi molecolari dell'Ulss 3: è il terzo in due anni

L'èquipe dell'ospedale di Venezia lo ha ottenuto grazie ad uno studio genetico sul virus dell’epatite C

Il dottor Favarato (a sinistra) con la sua equipe

Un nuovo riconoscimento è arrivato dalla comunità scientifica agli specialisti di genetica e biologia molecolare dell'Ulss 3 Serenissima: al recente congresso nazionale dell'associazione italiana microbiologi clinici, svoltosi a Rimini, il gruppo guidato dal dottor Mosè Favarato, della diagnostica molecolare dell’ospedale civile, ha conseguito un premio per lo studio genetico sul virus dell’epatite C mediante un approccio diagnostico basato sul sequenziamento di nuova generazione.

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Il lavoro dell’équipe è stato riconosciuto come il contributo scientifico più innovativo: il protocollo premiato consente di personalizzare le terapie antivirali anche in caso di sviluppo di rare forme di farmaco resistenza. Il dottor Favarato ha ricordato che lo scorso anno lo stesso gruppo aveva conseguito un altro importante risultato riuscendo ad identificare, in un paziente veneziano, una variante del virus che causa l’epatite C mai descritta in precedenza in Italia. «La persona con questo particolare tipo di epatite C è stata trattata con successo, fino a completa guarigione, dall’equipe di malattie infettive diretto dal dottor Panese - ha detto -. A suo tempo l’identificazione è stata registrata nel database internazionale che fa capo al National institute for biotechnology information con sede a Bethesda, nel Maryland. Il premio conseguito ora a Rimini certifica come degno di menzione un altro step di questo percorso di analisi e di cura». Non solo. «Negli anni scorsi – sottolinea il dottor Paolo Carraro, direttore del dipartimento di patologia clinica dell’Ulss 3 – alla stessa équipe di specialisti sono andati altri due importanti premi: uno per la qualità del dato analitico prodotto e uno per l’innovazione diagnostica in campo clinico».

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