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Il Premio Ugo La Malfa alla direttrice generale del Fondo monetario internazionale

Kristalina Georgieva è stata premiata lunedì mattina al Teatro Goldoni a Venezia. Presente alla cerimonia anche il presidente della Repubblica Mattarella

La direttrice generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Kristalina Georgieva, ha ricevuto lunedì mattina il Premio Ugo La Malfa per la cooperazione internazionale. La cerimonia si è tenuta al Teatro Goldoni di Venezia, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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Il riconoscimento è l’omaggio a uno dei protagonisti della vita politica italiana del secondo dopoguerra, laureato a Ca’ Foscari nel 1926. Ed è proprio l'università veneziana, con la Fondazione Ugo La Malfa, Enciclopedia Italiana Treccani e il sostegno di Banca Intesa Sanpaolo ad aver istituito il riconoscimento, che sarà consegnato a personalità del mondo delle istituzioni o della cultura che contribuiscono a difendere e a promuovere lo sviluppo della cooperazione internazionale.

Come si legge nella motivazione ufficiale, è stato scelto di assegnare il premio a Georgieva «per avere perseguito con lungimiranza e con passione, nei suoi incarichi nella World Bank, nella Commissione Europea e nel Fondo Monetario Internazionale, la causa della pace, l’obiettivo della cooperazione internazionale e il disegno di uno sviluppo economico rispettoso dell'ambiente e attento al superamento delle ingiustizie sociali, della povertà, della disoccupazione giovanile».

Nel corso della cerimonia, sono intervenuti la rettrice, Tiziana Lippiello e il governatore onorario della banca d’Italia Ignazio Visco, che ha pronunciato la "laudatio". Sono seguiti il discorso di accettazione di Kristalina Georgieva, e l'intervento finale del presidente della Fondazione Ugo La Malfa, Giorgio La Malfa.

Georgieva, in particolare, al termine del proprio intervento si è soffermata sulla delicata situazione geopolitica internazionale: «Riconosco che ci sono grandi ragioni per preoccuparci - ha detto -. I conflitti in Ucraina e nel Medio Oriente, i disastri climatici, la disuguaglianza in molti Paesi. Vediamo un mondo frammentato, ma sono ottimista per il futuro, nonostante le sfide». Per la direttrice del Fmi, ci sono almeno quattro ragioni sulle quali coltivare l'ottimismo: l'intelligenza artificiale, che porterà importanti miglioramenti nella produttività; l'impossibilità di creare altre barriere in un mondo in cui la tecnologia può evitare la creazione di confini; il dialogo tra i «decisori politici» a livello internazionale; infine, ha concluso Georgieva, «le persone che vivono il mondo, la maggior parte delle quali sono buone. Abbiamo poche minoranze di persone arrabbiate e che odiano. Noi - ha concluso - dobbiamo amplificare le voci di bontà, per unificare il mondo e affrontare le sfide che ci aspettano».

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, presente in sala, ha accolto con favore l'intervento di Georgieva: «È stato di qualità e di visione - ha commentato -, con un piglio positivo e una conferma che solo i pessimisti non fanno fortuna. Ha saputo guardare al bicchiere mezzo pieno, sul quale la società non riesce più a concentrarsi. È stata un’ottima occasione per riflettere sulla cooperazione, sulle frontiere e sul futuro del mondo, fortemente condizionato dalle nuove tecnologie e dal fatto che, come dico io, il mondo è sempre più "vicino"».

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