Si alza il sipario sullo Iusve Cube: 500 metri quadrati in mezzo al verde per gli studenti

È stato presentato martedì mattina l'edificio, che permetterà agli studenti di sfruttare gratuitamente spazi per il coworking. Aula dedicata per gli studenti di Psicologia

L'università salesiana ha inaugurato il fiore all'occhiello della sua sede alla Gazzera, lo Iusve Cube: il nuovo edificio occupa 500 metri quadri in mezzo al verde, accanto ai campi da gioco, e, nelle intenzioni dell'istituto permetterà di ampliare all'interno gli spazi di confronto tra discipline e quelli rivolti alle aziende per gli incontri ufficiali. Il taglio del nastro è avvenuto nella mattinata di martedì. Per la costruzione dell'edificio sono stati necessari 6 mesi di lavoro, per un investimento complessivo di circa 600mila euro.

Web radio, coworking, spazi per gli studenti gratuiti

Iusve Cube ospiterà una web radio gestita dagli studenti di comunicazione, laboratori di ricerca e sviluppo, uffici di coworking per le startup degli ex studenti, il tutto gratuitamente, e una caffetteria. Oltre ad una stanza doppia, divisa da un vetro, destinata alle simulazione di colloqui degli studenti di Psicologia, sotto la supervisione di docenti titolati. Negli spazi interni inoltre si incontreranno anche i referenti di Iusve con le realtà del territorio per pianificare nuovi progetti e condividere percorsi. "L'obiettivo dell'edificio è quello di incarnare la terza missione dell'università - ha spiegato il preside, Arduino Salatin - dando la possibilità ai dipartimenti di fondersi in progetti comuni ma soprattutto di incontrare le aziende del territorio e le cooperative".

Lo studio "Giovani e lavoro"

Nel corso della giornata è stato anche presentato lo studio "Giovani e lavoro", nel corso del convegno annuale dedicato agli scenari economici futuri. Secondo l'indagine, gli aspetti più importanti degli studenti sono in ordine la famiglia e il lavoro, mentre denaro e religione perdono di importanza - almeno apparentemente. In ambito lavorativo preferenze per un lavoro che dia soddisfazione, piuttosto che per uno a tempo indeterminato e sicuro (solo il 15,5% degli studenti) o che garantisca un buono stipendio (16%). Presa di coscienza dei più giovani, secondo cui per trovare un lavoro è necessario rimboccarsi le maniche (70%), piuttosto che affidarsi allo Stato (1,7%) o ai sindacati (1,6).

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