Il calendario dei carabinieri dedicato ai siti Unesco: «Oggetto di culto da 1,5 milioni di copie»

È stato presentato venerdì mattina nella sede veneziana dell'Unesco, a Palazzo Zorzi

Una ricorrenza iniziata nel 1928, poi interrotta durante la seconda guerra mondiale e ripresa a partire dal 1950. È stato presentato venerdì mattina a Venezia, a Palazzo Zorzi, sede dell'Unesco, il calendario storico dell'Arma dei carabinieri 2019, alla presenza del comandante provinciale Claudio Lunardo e della direttrice della sede Unesco di Venezia, Ana Luiza Massot Thompson-Flores. Un calendario con una tiratura da 1,5 milioni di copie, che quest'anno vede il Canal Grande e la basilica di Santa Maria della Salute protagonisti sia in copertina sia nei paginoni centrali.

Dedicato al patrimonio Unesco

Questa edizione è stata pensata per la ricorrenza dei 40 anni dall’inserimento del primo sito italiano nel Patrimonio mondiale dell’Umanità, le incisioni rupestri della Valcamonica, e parallelamente dei 50 anni dalla nascita dei carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale. Le tavole, che rappresentano per l'appunto i siti italiani tutelati, sono state ideate e realizzate sotto la direzione artistica di Silvia di Paolo.

Oggetto di culto

«È diventato un oggetto di culto - ha commentato Lunardo - stampato con una tiratura di un milione e mezzo di copie. Ricercato, è desiderio di collezionisti e c'è pure chi ci specula, rivendendoli a prezzi altissimi». La direttrice Massot Thompson-Flores si è detta onorata, per due ragioni, «per la collaborazione tra Unesco e carabinieri e per il tema stesso del calendario, che dimostra grande attenzione dell'Arma al patrimonio culturale e ambientale italiano».

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