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Il ritorno agrodolce di Zappalorto: "Qui ho vissuto mesi difficili, ma Venezia è il massimo"

Il nuovo prefetto alle prese con i nodi dell'ospitalità dei migranti, della sicurezza dopo la retata del 10 luglio e dei tentativi di infiltrazione mafiosa. In più c'è l'incognita referendum

Un ritorno all'insegna dei sentimenti contrastanti, perché "quando me ne andai per l'ultima volta da Venezia ho preso la multa sul ponte della Libertà, andavo forte" ma poi "ieri sera (lunedì, ndr) non nego di essere passato sotto le finestre del Comune, e mi ha pervaso una certa emozione. Ci sono stati anche momenti esaltanti". Sono parole del nuovo prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, "il primo titolare di Ca' Corner veneto", tiene a precisare. Si tratta di una persona molto conosciuta in laguna, avendo rivestito il ruolo di commissario straordinario fino al 2015, con l'avvento dell'era Brugnaro.

Tanti temi sul piatto

I nodi da affrontare nei prossimi mesi sono chiari: la gestione dell'accoglienza dei migranti, un possibile referendum all'orizzonte, i grandi eventi che caratterizzano sopratutto la laguna e il controllo del territorio dopo la retata del 10 luglio scorso, quando sono stati arrestati 30 cittadini nigeriani accusati di far parte di una banda che aveva monopolizzato il mercato dell'eroina a Mestre: "Non dobbiamo lasciare loro spazio - ha sottolineato Zappalorto - dove si spostano ci dobbiamo essere anche noi. Ora stanno puntando su Marghera? Interveniamo. Ben vengano queste grosse operazioni, servono a far capire chi comanda. E qui comanda lo Stato. L'operazione continuerà nei luoghi dove sta cercando spazio questo tipo di criminalità".

Referendum di separazione

Senza abbassare la guardia nemmeno nei confronti dei possibili tentativi di infiltrazione mafiosa: "Perché il Nordest è territorio prosperoso, lì dove ci sono interessi economici c'è il rischio di infiltrazioni. Oramai è una storia di anni". C'è la possibilità, poi, che la città di punto in bianco si ritrovi in campagna elettorale per il referendum di separazione: "Sul punto non prendo posizione", afferma il titolare di Ca' Corner. Durante la gestione commissariale, però, prese pubblicamente posizione "pro legge Delrio", al tempo appena introdotta. Parole che trovano assonanza con i convincimenti di Comune e Città metropolitana, che nei prossimi mesi ospiteranno diversi eventi importanti, a cominciare dalla Mostra del cinema.

Grandi eventi

"Sono stato capo di gabinetto e vicario a Milano - dichiara Zappalorto - ho avuto a che fare con la 3 giorni del Papa e con visite di capi di Stato. Poi qui abbiamo un comandante dei carabinieri e un questore esperti di queste tematiche. I criteri da adottare sono sempre quelli, anche se devono essere adattati a una città particolare come Venezia.

Questione migranti

Ce ne sarebbe già abbastanza per riempire l'agenda, ma all'elenco delle gatte da pelare si aggiunge anche quella dei migranti: "Spero di poter mettere a disposizione l'esperienza dei 3 anni vissuti a Udine - sottolinea il nuovo prefetto - avevamo a che fare con il continuo flusso di immigrati della rotta balcanica. Parlerò con tutti i sindaci, perché sono le grandi concentrazioni di persone, come a Conetta, che attirano chi vuole lucrarci. Chiudere centinaia di persone tutte insieme non permette l'integrazione. Anzi, credo che si debba puntare su corsi e formazione, in primis con l'italiano. Perché ai cittadini dà fastidio vedere i migranti 'cincionare' con il cellulare, invece dobbiamo riempire il loro tempo. Il governo se vuole rimodulare le famose 35 euro potrebbe mettere più risorse sugli strumenti dell'ospitalità, in modo da evitare che non esistano ancora Conetta e Bagnoli. Poi chi non si vuole integrare dovrebbe andare a casa sua". 

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