Un presidio in prefettura a Venezia contro il decreto sicurezza

Associazioni riunite per una manifestazione in programma alle 17 di martedì. Partecipa il Pd. Contestato anche il sindaco Brugnaro

Campo San Maurizio

«Soccorrere esseri umani che rischiano la vita è un dovere al di sopra di qualsiasi legge». A Venezia la rete "3 ottobre" ha organizzato per le 17 di martedì 8 gennaio un presidio davanti alla prefettura, in campo San Maurizio, per contestare il cosiddetto "decreto sicurezza" di Salvini. Dissenso anche contro la posizione del sindaco Luigi Brugnaro (il quale ha firmato una lettera al presidente dell'Anci di condanna ai "sindaci disobbedienti" che hanno annunciato l'intenzione di non applicare parte del decreto) e in generale per la "chiusura dei porti" alle navi cariche di migranti.

Aumentano gli irregolari

L'iniziativa è appoggiata dal Partito Democratico, che ha annunciato l'intenzione di unirsi alla manifestazione. «Il senso di umanità non può essere abrogato per legge - scrive la segreteria comunale del Pd -. Il decreto Salvini è una pagina nera per la Repubblica: migliaia di cittadini stranieri, che vivono e lavorano regolarmente in Italia da anni, rischiano di essere privati dei loro diritti fondamentali, primo fra tutti quello alla salute». Così «aumenta il numero degli irregolari e l’allarme sociale intorno al tema dell’immigrazione, al solo fine di lucrare qualche voto». Aggiunge il Pd: «Appoggiamo i “sindaci disobbedienti” che hanno scelto di non applicare l’articolo 13 del decreto di sicurezza. Articolo che impedisce di concedere la residenza ai richiedenti asilo in possesso di un regolare permesso di soggiorno».

«Decreto dannoso e anticostituzionale»

Per il consigliere regionale Bruno Pigozzo «il fenomeno migratorio va governato e le questioni umanitarie non possono essere trattate a suon di divieti, spot propagandistici e azioni muscolari che causano più danno che beneficio. È un provvedimento sbagliato che va a demolire iniziative virtuose e funzionanti, come gli Sprar, e che condanna alla marginalità migliaia di uomini e donne, con conseguenze facilmente prevedibili: se aumenta la precarietà, aumenta l’insicurezza. Solidarietà, umanità e rispetto sono valori che come Partito Democratico abbiamo ribadito in una mozione (depositata martedì, ndr) insieme al collega Azzalin, in cui chiediamo alla giunta di sollecitare il governo ad aprire un dialogo con Regioni e Comuni per modificare un provvedimento sbagliato e anticostituzionale, che scarica tutto sugli enti locali».

Le associazioni

La rete si chiama "3 ottobre" perché il 3 ottobre del 2013, al largo della costa di Lampedusa, morirono 368 persone, in uno dei più gravi incidenti marittimi del XXI secolo nel Mar Mediterraneo.

Ne fanno parte Associazione “Kaira Dorò”, Associazione La Casa di Amadou, Associazione “Il Villaggio”, Associazione “SOS Diritti”, Associazione VTM MAGIS Mestre, Aps. “Liquidambar, Mani Tese Mestre, Mani Tese Treviso, Mani Tese Padova, Refugees Welcome Italia, Emergency Venezia Mestre, Libera La Parola Marghera, Sezione Anpi Erminio Ferretto di Mestre, Sezione Anpi Sette Martiri Venezia, Gruppo Amnesty International di Mestre, associazione  dei Giuristi  Democratici  di Venezia "Emanuele Battain”, “Rosso Veneziano”, Oltreiconfini Onlus, "Cooperativa Caracol", "Centro sociale Rivolta", Rete scuole Venezia Mestre, Pax Christi Venezia Mestre, Associazione Oltre il Mare, Coro Voci dal Mondo, Coro Soul liberation cultural gospel; Maf Mafal Diaw, Fondazione Guido Gini Mirano - Villaggio Solidale, a.p.s. ComuniCare, ParoleInMovimento, Laboratorio Occupato Morion, Associazione “Ponte”, Gruppo in-formazione, Gruppo BELLA CIAO - Cittadini non indifferenti di Quarto d'Altino, Assopace Palestina di Venezia, Fondazione Elena Trevisanato onlus, Mediterranea Venezia, Cobas Comune di Venezia e numerosi privati cittadini e cittadine.

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