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Dai reperti del vecchio "Paron de casa" alla storia delle pietre di Venezia

Un progetto partecipato di storia e archeologia per ricostruire le origini dell'insediamento. Punto di partenza è il ritrovamento in spiaggia al Lido di mattoni e materiali appartenenti al vecchio campanile di San Marco

Vista dal campanile di San Marco a Venezia

Un progetto partecipato di storia e archeologia per ricostruire le origini dell'insediamento di Venezia con il coinvolgimento della popolazione. Punto di partenza è stato il ritrovamento in spiaggia al Lido, durante lo scorso inverno, di mattoni e reperti appartenenti al vecchio campanile di San Marco, "El paron del casa", drammaticamente crollato su se stesso nel 1902, i cui resti furono gettati in mare aperto. «A seguito delle mareggiate in spiaggia, verso San Nicolò, sono venuti alla luce materiali laterizi e ceramici che la gente ha raccoto e fotografato - spiegano i docenti dell'Università di Ca' Foscari Lorenzo Calvelli (Storia romana) e Diego Calaon (Topografia antica) -. Alcune delle immagini hanno cominciato a circolare sulla pagina Facebook "Lido Oro Benon", noi le abbiamo viste e ci siamo resi conto che si trattava di materiali di epoca antica e medievale e il pensiero è andato subito al vecchio campanile di San Marco , le cui parti stanno ora riafforando, forse a seguito dei cambiamenti nelle correnti o della nuova diga frangiflutti del Mose realizzata davanti al faro di San Nicolò. Vogliamo coinvolgere la popolazione per recuperarli».

Gli studiosi, attraverso questi frammenti, sono convinti di poter arrivare a capire come in epoca alto medievale furono realizzati gli edifici principali di Venezia, in ragione del particolare rapporto della città con le sue pietre, tutte di epoca greca e romana che furono smantellate altrove e riutilizzate nella costruzione di edifici, campanili, chiese e perfino della Basilica di San Marco. «La città è lontana da qualsiasi fonte di approvvigionamento di materiali durevoli, che siano pietre o altri materiali per costruire fondamenta. Nel momento in cui in modo graduale la città iniziò ad essere costruita nel VI-VII secolo, con un picco nel IX secolo, si utilizzarono materiali delle città romane e bizantine abbandonate. Ogni mattone del campanile e della Basilica di San Marco come delle altre chiese è di riuso», spiega Calaon.

Il Dipartimento di Studi storici dell'università di Venezia si è reso conto del valore della partecipazione dei cittadini in questo processo di ricognizione della fondazione della città e li ha chiamati a raccolta. Ecco la call: "Portaci i materiali che hai raccolto in spiaggia! Ti diremo cosa sono, valuteremo insieme le loro cronologie e tipologie. Poi, li potrai tenere con te, sapendo cosa hai raccolto e contribuendo alla conoscenza condivisa del patrimonio archeologico di Venezia". L'appuntamento è per i pomeriggi di giovedi? 8 e 15 luglio prossimi al Lido, stabilimento balneare "Des Bains". Evento conclusivo il 22 luglio, per quanto riguarda il progetto, mentre il lungo calendario di eventi collaterali andrà avanti fino al ottobre 2022, coinvolgendo, in occasione dei 1600 anni di Venezia, il Comune, la Procuratoria di San Marco (a favore della quale rimane aperta una raccolta fondi per il restauro della Basilica), l'ordine degli Ingegneri, le Munucipalità, partners e supporters, e 9 scuole di Venezia, isole e della terraferma (sotto la foto di veneziani nella pagina Facebook di "Lido oro benon" con un mattone ritrovato e vari reperti catalogati dall'Università Ca' Foscari di Venezia).

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