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Ricettività, Tonon: «Serve una pianificazione speciale degli immobili. Una città di residenti attira i turisti»

La consigliera di "Venezia è tua": «Una città di turisti non attira i residenti. L’attuale sistema regionale di rilascio dei numeri identificativi non pone limiti e definisce criteri generici. Servono tipologie per zone, proprietà e fiscalità»

La consigliera comunale di "Venezia è tua", Cecilia Tonon, torna sulla regolamentazione degli alloggi turistici in laguna, partendo dall'assunto che “una città di residenti attira i turisti, ma una città di turisti non attira i residenti”. «Occorre intervenire con politiche mirate e coordinate sul tessuto economico-produttivo, sulla residenza pubblica e privata - e sulla ricettività, spiega Tonon - Venezia deve essere catalizzatore di lavoro, senza il quale anche la residenza non può ribaltare il suo trend. L’economia turistica rappresenta uno degli asset strategici, e va valorizzato mitigando o eliminando gli impatti negativi. L’attuale sistema regionale di rilascio dei numeri identificativi, di fatto autorizzazioni per gli alloggi turistici, non pone limiti e definisce criteri generici e standardizzati».

Per Tonon, «è necessario che il Comune si doti di uno strumento di pianificazione speciale per l’accoglienza turistica. Un Piano speciale di cui la Regione deve tenere conto per autorizzare l’alloggio turistico. All’interno di questo strumento il Comune deve definire una serie di criteri». Per zona, (definire un numero contingentato di alloggi turistici in relazione al numero dei residenti), con percentuali differenti tra zone del centro storico e della terraferma; per tipologie, (favorendo unità dotate di accesso autonomo, fuori da contesti condominiali); per proprietà, (solo alle persone fisiche residenti nel Comune di Venezia), concedendo un'autorizzazione per un solo immobile in proprietà da almeno 5 anni, (a meno che non sia stato ereditato) oltre alla propria casa di residenza; per fiscalità, classificando come prime case gli alloggi precedentemente affittati ad uso turistico e reimmessi nel mercato residenziale con contratti di durata uguale o superiore a quattro anni, scrive la consigliera di "Venezia è tua".

Al Comune spetterebbe l’attività di controllo della regolarità di chi pratica gli affitti turistici e la definizione di multe severissime pari all’importo di due anni dell’affitto praticato. «È auspicabile una legge nazionale che imponga alle piattaforme di prenotazione la comunicazione dei dati dei fornitori alle autorità fiscali e locali. La ratio della nostra proposta è proteggere e garantire la possibilità di integrare il reddito affittando una seconda proprietà, per permettersi così di continuare a vivere in una città cara come Venezia. Vogliamo combattere invece le forme di speculazione che tolgono linfa al tessuto abitativo residenziale e sociale cittadino; riteniamo opportuno disincentivare la pratica delle locazioni turistiche dissimulate, che nascondono in realtà una vera e propria attività imprenditoriale, con gestione di più appartamenti nelle mani di un unico soggetto, e con profitti che non ritornano in alcun modo alla nostra città se il proprietario come spesso accade, risiede altrove». Il turismo, conclude la consigliera, «può essere un utile volano ma deve essere di qualità in modo da favorire l'insediamento di abitanti stabili in città. Temiamo il ritorno della vaporiera come era ante pandemia».

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