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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Proposta di legge sulle liberalizzazioni, le aperture festive dividono i consumatori

Secondo Adico una regolamentazione sarebbe apprezzata da circa una metà delle famiglie. Per Ascom e Confesercenti è un passo necessario, mentre Federdistribuzione avverte: «Così si rallentano i consumi e si perdono posti di lavoro»

Negozi chiusi la domenica: partito alla Camera l'iter per rivedere le liberalizzazioni del governo Monti sugli orari di apertura degli esercizi commerciali, i consumatori (e le categorie) si dividono sugli effetti della proposta di legge. Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo economico, ha annunciato che entro l'anno il governo ha intenzione di approvare una legge che impone uno stop nei weekend e nei festivi a centri commerciali ed esercizi commerciali, «con delle turnazioni». Una questione dibattuta da anni. Un sondaggio "veneziano" di Adico (somministrato a 101 soci, che non ha intento statistico ma indica comunque un trend consolidato) indica che l'idea di  bloccare la totale liberalizzazione convince poco meno di una persona su due. Per la precisione 52 hanno espresso la propria contrarietà alla proposta dell'Esecutivo Conte, mostrandosi soddisfatti dell'attuale situazione. Gli altri 49, invece, si sono dichiarati favorevoli a una regolamentazione.

Pro e contro

«Le aperture festive - commenta Carlo Garofolini, presidente dell'associazione - in generale sono gradite ai consumatori, molti dei quali durante la settimana non hanno il tempo di andare a fare le spese. Molti, però, ritengono comunque ingiusta la totale liberalizzazione sia per i lavoratori, sia per i piccoli negozi che non possono reggere la concorrenza della grande distribuzione». Adico propone dunque di tornare all'antico definendo un numero preciso di possibili aperture festive durante l'anno e concordando le date con tutti gli attori in campo. «Prima della totale liberalizzazione - ricorda Garofolini - l'assessore al Commercio si riuniva con le associazioni dei consumatori, dei piccoli commercianti, degli artigiani e della grande distribuzione per definire le giornate festive, soprattutto le domeniche, in cui i negozi potevano restare aperti. Una soluzione equilibrata, che a grandi linee potrebbe accontentare tutti».

Associazioni: «Bene una regolamentazione»

«Finalmente il Parlamento sarà chiamato ad esaminare una proposta di legge che metta un freno alle aperture domenicali e festive, riportando così l'Italia al pari di altri Paesi europei moderni ed evoluti - è il commento di Maurizio Franceschi, direttore Confesercenti Città metropolitana di Venezia - Chi delinea uno scenario con perdite occupazionali fa previsioni che non corrispondono al vero: nella grande distribuzione il nuovo provvedimento porterà ad una riorganizzazione del personale, mentre per quanto riguarda i piccoli negozi di vicinato ci saranno addirittura delle nuove aperture e pertanto nuovi posti di lavoro, con la conseguenza che le città riotterranno il loro ruolo attrattivo». Favorevole al dialogo anche Confcommercio Veneto: «È importante che si sia avviato questo esame parlamentare. Auspichiamo che ci sia una fase di dialogo e di ascolto per affrontare il tema nel merito evitando gli errori del passato con l'obiettivo di tenere insieme le esigenze di servizio dei consumatori, la libertà delle scelte imprenditoriali e la giusta tutela della qualità di vita di chi opera nel mondo della distribuzione commerciale». Diversa la posizione di Federdistribuzione, secondo cui lo stop alle aperture domenicali bloccherebbe i consumi e metterebbe a rischio migliaia di posti di lavoro, a tutto vantaggio dello shopping online.

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