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Arsenale, il Forum: «Fondi del ministero della Cultura per rilanciare tutto il complesso»

Domani, lunedì 28 febbraio, allo Spi di Castello in Corte Nova si torna a parlare del protocollo. «Associare la contestazione dell'intesa alla perdita di queste risorse è totalmente fuori luogo». Lettera del Forum al sindaco

Domani, lunedì 28 febbraio, alla sede dello Spi di Castello in Corte Nova si torna a parlare del protocollo d'intesa sull'Arsenale, il piano di assetto del monumento che contrappone l'amministrazione a una parte dell'opposizione politica e alcuni comitati cittadini, che il 6 febbraio scorso hanno manifestato per chiedere al sindaco di non sottoscriverlo. Sarà Roberto D'Agostino a illustrare alle 18 il Piano industriale dell'Arsenale, della Celestia e della caserma Sanguinetti e dell'ex deposito Actv di Castello, elaborato nel 2012 in occasione del trasferimento dal Demanio al Comune di Venezia. Da questo passaggio muovono associazioni come il Comitato per la restituzione dell'Arsenale a Venezia, per affermare che il protocollo, che prevede la cessione di 7 tese alla Biennale e alla Marina militare, «è un atto definitivo di abbandono e rinuncia per la città, alle aree di cui la verrebbe privata e che farebbero il percorso inverso di quanto era stato stabilitonel 2012».

In commissione al Senato la scorsa settimana sulla questione è intervenuto anche il ministro della Cultura, Dario Franceschini (il cui ministero e uno degli enti interessati al protocollo con il Comune e con il ministero della Difesa), che ha risposto alla senatrice 5 Stelle, Orietta Vanin, assicurando che «non ci sarà alcuna riduzione di spazio pubblico e che saranno fruibili e aperte tutto l'anno le tese della Biennale». Il ministro Franceschini ha anche specificato però che, per quanto riguarda le aree che non sono di competenza del suo ministero, ci sarà un'interlocuzione poiché non può esprimersi nel merito. Il nodo, non solo per alcuni gruppi d'opposizione in Consiglio comunale, ma anche per una parte della maggioranza, risiede proprio nell'utilizzo di alcune aree sulle quali al momento non sembrano esserci progetti. Ecco perché i gruppi cittadini tornano alla carica con le proposte già presentate a suo tempo alle amministrazioni per far rivivere il complesso monumentale, ad esempio valorizzandolo come ambito di recupero delle imbarcazioni tradizionali o per le attività delle associazioni. 

Il dibattito sull'Arsenale è anche all'ordine del giorno nel prossimo Consiglio comunale giovedì. Intanto il Forum Futuro Arsenale interviene sui fondi stanziati dal ministero per il complesso (170 milioni, dei quali quasi 105 destinati al recupero dell’area Biennale). «Innanzitutto i fondi del Piano strategico - scrive il Forum - non hanno nulla a che fare con la consegna delle sette tese alla Marina militare. Sono stati dati alla Biennale che può spenderli sugli edifici che ha già in concessione. Quindi associare la contestazione del protocollo alla perdita di questi fondi è totalmente fuori luogo - in risposta ai timori sulla possibile perdita di questi finanziamenti già decisi dal ministero di Franceschini -. Inoltre, queste risorse non sono europee ma nazionali, complementari al Pnrr, spendibili a discrezione del ministero della Cultura. Possono essere quindi benissimo essere riallocate a favore dell'intero Arsenale, come avviene in altre città costiere italiane, al fine di comprendere interventi a favore delle attività tradizionali, della cantieristica storica e delle nuove tecnologie, a tutto beneficio  del rilancio della città storica sotto il profilo economico, culturale e sociale».

Il Forum Futuro Arsenale ha chiesto un incontro al sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, in merito al protocollo sul progetto di valorizzazione del complesso dell'Arsenale. «Il protocollo - si legge - riguarda i nuovi rapporti tra il Comune, la Marina militare e la società di cultura La Biennale di Venezia. Il Forum rileva che non sono stati fatti conoscere ai cittadini veneziani: - il progetto della Marina militare per l’utilizzo di quanto le viene ceduto; - un vero piano della Biennale che riguardi l’Arsenale; - l’esistenza e il contenuto specifico del protocollo d’intesa. Riteniamo che non avere aperto un colloquio preventivo con la città sia un fatto rilevante sotto il profilo della condivisione democratica. Pensiamo che tuttavia sia ancora possibile recuperare un rapporto leale e previsto dalle consuetudini e dalle norme della democrazia, rinviando la firma del protocollo d’intesa al fine eventualmente di apporvi delle modifiche. I cittadini veneziani chiedono che l’Arsenale continui a essere cuore del futuro di Venezia, un futuro che rispetti la storia e chi ci abita: posti di lavoro, residenzialità, artigianato, industria, cultura nella tradizione ultra millenaria che ha fatto di questa città la città più bella e desiderata del mondo. Restiamo pertanto in fiduciosa attesa come rappresentanti di 65 associazioni di essere ricevuti quanto prima».

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