Basilica di San Marco, Ragno dispiaciuto per Campostrini. Resta il nodo del personale

Tornati al lavoro a rotazione i dipendenti, ma non tutti. Il segretario Uil: «Peccato per le dimissioni dell'incaricato. Ora bisogna riaprire tutto e non escludere i lavoratori con la 104»

Basilica di San Marco, archivio

«Dispiace per le dimissioni del tecnico della Basilica di San Marco, Pierpaolo Campostrini, persona capace per quanto di nostra conoscenza. Il nodo da sciogliere è quello dei dipendenti. Alcuni sono rientrati in servizio a rotazione. Ma sono stati completamente esclusi quelli in legge 104». Questo il commento del segretario sindacale Uil Fpl, Mario Ragno, alla notizia del ritiro dalle Procuratorie di San Marco dell'incaricato dell'ufficio tecnico, Campostrini, che ha rasseganto le dimissioni da responsabile al restauro dei mosaici e delle strutture della Basilica sommerse dall'acqua granda del novembre 2019.

La 104

L'aria tesa fra rappresentanza dei lavoratori e primo procuratore Carlo Alberto Tesserin non è cosa nuova. Il sindacato si era espresso a fine aprile scorso, criticando «la messa in ferie forzata dei dipendenti, anche di coloro che non le avevano maturate: condotta illegittima», secondo Ragno. Prima l'alluvione poi il coronavirus. «La Basilica di San Marco è finita in ginocchio». Anche come risorsa per il sostentamento di operatori, professionisti, dipendenti delle fabbricerie, che a Venezia come in altre città, sono custodi e curatori dei beni culturali. La cassa integrazione è arrivata. Ora lentamente riprendono a lavorare a turno. Tutti tranne quelli in legge 104: per le precarie condizioni di salute proprie, o dei loro famigliari, hanno permessi speciali e sono anche i più fragili. Dal punto di vista del Covid sono sono quelli che necessitano di essere prioritariamente tutelati. Ma nel caso delle procuratorie, per Ragno, non è andata così. «Sono stati esclusi e basta», dice. Con ciò che comporta in termini di guadagni decurtati a causa del sussidio. «In Basilica non si sono volute distinguere le persone in 104 che, anche se più fragili, non sono tutte maggiormente soggette al contagio da coronavirus, rispetto ad altre. Può essere questo il caso di un lavoratore che ha subito un intervento a un'anca, e magari è claudicante. Bastava in questi casi - spiega Ragno - chiedere di presentare certificazioni mediche specifiche, per una valutazione obbiettiva. E riammettere al lavoro gli addetti non valutati a rischio più di altri». Per uscire dalla crisi, afferma Ragno, «bisogna riaprire tutto». Del resto, il ritorno massiccio dei turisti in coda a Palazzo Ducale, nei fine settimana scorsi, fa meditare.

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La cig

Il 3 aprile, il primo procuratore Carlo Alberto Tesserin avvisò tutto il personale che a causa dell'emergenza sanitaria, «anche la procuratoria di San Marco, per la prima volta nella sua lunghissima storia, avrebbe preso decisioni drastiche ma necessarie», con una chiusura progressiva dell’accesso alla Basilica e alle bigliettazioni. Tutte le attività legate al culto, i bookshop, gli uffici tecnici, sono state sospese». Per far fronte alla situazione la procuratoria ha deciso di consentire ai dipendenti di godere delle ore maturate in banca ore e, a seguire, delle ferie e poi della cassa integrazione ordinaria dal 24 marzo, per 9 settimane. «Avevamo chiesto non venissero toccate le ferie del 2020, se non su richiesta dei dipendenti. Ma così non è stato». E alcuni per ora non possono rientrare. 

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