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Recovery plan: alla Biennale di Venezia 170 milioni

La conferma dal ministro della Cultura Dario Franceschini. Il sindaco Brugnaro: «Grazie per aver mantenuto l'impegno preso. Fondi strategicamente fondamentali per la costruzione di un polo permanente di eccellenza nazionale e internazionale»

Sono 170 i milioni destinati alla Biennale di Venezia del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnnr) che oggi il premier Mario Draghi porterà in Parlamento. Le risorse totali dedicate alla cultura ammontano a 6,675 miliardi di euro. Cosa che, secondo il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, dimostra l'attenzione di questo governo per un settore destinato a dare un grande contributo alla ripresa del Paese.

Nel Recovery c'è la parte dedicata al progetto di sviluppo e potenziamento delle attività de La Biennale di Venezia. «Fondi fondamentali, grazie al ministro Franceschini - ha commentato il sindaco Luigi Brugnaro - per aver mantenuto l'impegno preso e aver fatto in modo che, nel Piano strategico dei grandi attrattori culturali contenuto all'interno del Pnnr, venissero destinati questi soldi alla costruzione di un polo permanente di eccellenza nazionale e internazionale. Un bellissimo progetto che contribuirà al rilancio dell'intero settore culturale e vedrà il pieno coinvolgimento della città».

Dagli attrattori culturali nelle città metropolitane al rilancio dei borghi; dall'intervento sulla sicurezza antisismica nei luoghi di culto alla digitalizzazione del patrimonio: sono numerose le iniziative culturali di questo esecutivo. L'obiettivo, ha argomentato Franceschini, è quello di aumentare l'attrattività del sistema culturale e turistico del Paese. come riporta Ansa si tratta di 4,275 miliardi di euro cui si sommano nel Fondo complementare gli investimenti del Piano strategico attrattori culturali di 1,460 miliardi per 14 interventi. Si va dalle piattaforme e strategie digitali per il patrimonio culturale al miglioramento dell'efficienza energetica di cinema, teatri e musei. Dalla rigenerazione dei piccoli borghi di cui è cosparsa l'Italia, alla messa in sicurezza di chiese, torri e campanili con il Recovery Art. Dalla protezione e valorizzazione del patrimonio rurale allo sviluppo della industria cinematografica con investimenti anche per Cinecittà e per il centro sperimentale di cinematografia. Fra i 14 interventi strategici per i "grandi attrattori" ci sono: Porto Vecchio a Trieste, lo stadio Franchi di Firenze, l'ex complesso della Manifattura Tabacchi di Palermo, il museo del Mediterraneo Waterfront a Reggio Calabria, il restauro della Colombaia a Trapani e il recupero del real albergo dei Poveri a Napoli.

«Le risorse destinate alla Biennale dal Piano nazionale di ripresa e resilienza sono un importante riconoscimento di Venezia come capitale internazionale della cultura - afferma Pier Paolo Baretta, consigliere comunale (Pd) di Venezia -. Un'iniziativa, già prospettata dal ministro Franceschini nel governo precedente, e confermata giustamente oggi. Ci auguriamo - conclude Baretta - che nella definizione dell’iter del piano si possa completare l’intervento su Venezia, come auspicato dal Senato e superando i limiti del piano comunale, con le risorse utili a rilanciare la residenzialità e le attività economiche, a partire da Porto Marghera, in un’ottica di sostenibilità ambientale che rendano Venezia città viva e verde d’Europa».

   

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