Il 2020 del Capitan Bragadin, lo storico vaporetto che è diventato una piattaforma culturale itinerante

Il resoconto annuo del vaporetto foraneo costruito a Venezia nel 1916 e utilizzato da Actv fino al 1987 per collegare le Fondamenta Nove alle isole di Murano e Burano, ora diventato luogo di cultura e arte.

A più di un anno di distanza dalla nostra visita, il Capitan Bragadin, lo storico vaporetto foraneo costruito a Venezia nel 1916 e utilizzato da Actv fino al 1987 per collegare le Fondamenta Nove alle isole di Murano e Burano, è diventato una vera e propria piattaforma culturale itinerante che promuove attività ludiche e didattiche al fine di sensibilizzare la salvaguardia della laguna di Venezia e la valorizzazione delle sue isole.

La storia e le iniziative

Dopo settant'anni di servizio, il Capitan Bragadin viene dismesso, privato del motore e ceduto a terzi. Nel 1998, invece di essere avviato alla rottamazione, viene recuperato da due architetti che lo restaurano e lo trasformano in uno studio di architettura galleggiante fino al 2016, anno in cui viene messo in vendita, ormeggiato sulla Riviera del Brenta, nei pressi di Mira Porte.  

L’architetto Lorenzo Parretti lo acquista con l’idea di trasformarlo in una piattaforma culturale itinerante aperta al pubblico, ispirandosi ai battelli parigini ormeggiati lungo la Senna e utilizzati come luoghi per eventi culturali, ludici e di ristoro.

Nel 2017 il vaporetto fa quindi ritorno nella laguna di Venezia, precisamente all’isola della Giudecca. Inizia così una serie di eventi a bordo e a terra che conferiscono nuova vita al battello. Numerose le partecipazioni ad iniziative importanti quali il Festival Laguna in Rete - allestito dagli Operatori del Turismo Sostenibile (OTS) - e il Climathon, organizzato nell’Isola di San Servolo.

Il 12 novembre 2019, durante la tragica acqua alta, il vaporetto, ormeggiato sul Canale Retro della Giudecca, viene portato alla deriva dalla violenta mareggiata. Verrà ritorvato solo il giorno seguente, in Riva degli Schiavoni, con la cabina di pilotaggio distrutta. Per avviarne la ricostruzione è stata quindi avviata una campagna di crowdfunding e, successivamente, è stato inserito nella lista del Commissario Delegato per il rimborso dei danni subiti con l’acqua granda. Attualmente i lavori di ricostruzione sono eseguiti, con il sostegno del Comune di Venezia, dagli artigiani Duilio Cavalier e Jessica Pescia del cantiere nautico L’onda di Venezia e da Diallo Papa dell’Officina Fabbrile Palouza.

Dal 30 agosto al 12 settembre 2020, in contemporanea con la Mostra del Cinema, il vaporetto si è spostato in Riva di Corinto al Lido, dove si sono svolti una serie di eventi incentrati sui tre focus che contraddistinguono la rotta del Capitan Bragadin: cultura, ambiente ed innovazione. Lagunarium è il nome dell’iniziativa, svoltasi principalmente in un ampio spazio attrezzato sulla riva lidense, che prevedeva la partecipazione a dibattiti riguardanti l’ambiente lagunare e i beni storici galleggianti attraverso il racconto di esperti del settore ma anche grazie alla visione di film, musica, giochi dedicati ai più piccoli e assaggi gastronomici.

La novità più importante dell’estate 2020 è stata la presenza a bordo di una Immersive Floating Room, frutto della collaborazione tra Lorenzo Parretti, Gianluca La Macchia di Media-Vox, Daniele Scarano e Ludovico Vignaga di Intorno Labs, che ha coinvolto un’equipe di visual-designer, architetti ed ingegneri del suono. Si è trattata di un’installazione progettata per esaltare le specificità del vaporetto grazie ad otto proiettori sincronizzati e ad un ambiente sonoro multi-canale, realizzati anche grazie a Andrea Furlanetto di AudioVideo Service. Da questa esperienza è nata l’idea di accogliere a bordo autori, videomaker e registi che vogliono contribuire a sviluppare uno storyboard incentrato sulla storia dei 1600 anni di Venezia, dalla sua nascita ad oggi.

A sostegno di questa iniziativa verrà creata, nelle prossime settimane, una seconda campagna di crowdfunding mirata alla creazione della versione definitiva dell’Immersive Floating Room e ad una vera e propria “residenza di artisti a bordo” che vede già, tra i suoi partecipanti, i DJ del collettivo Opificio, in collaborazione con l’associazione EAT ART. 

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