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«Le nazionalità non si indicano per deontologia», Rete 3 ottobre attacca il tweet del sindaco

Post del 15 luglio sul social di Brugnaro. Taggati alcuni interventi della polizia locale e specificate dal primo cittadino le nazionalità di appartenenza dei responsabili. Le associazioni lo contestano

«I commenti del sindaco sono razzisti»: si scaglia contro un tweet del sindaco Brugnaro la Rete 3 ottobre, postato dal primo cittadino il 15 luglio scorso, in cui egli riprende 3 titoli di cronaca, elogia l'operato della polizia locale e specifica, cosa che le testate non indicano, la nazionalità dei responsabili protagonisti dei fatti:

«I titoli non recano la nazionalità e l'origine etnica degli autori dei reati, nel rispetto della deontologia professionale. Perché dunque questo bisogno di evidenziare che gli autori dei reati sono “rom croati”, “albanesi” e “romeni”, attaccando implicitamente intere comunità di cittadine e cittadini di origine straniera che ogni giorno lavorano, studiano, vivono nella nostra città contribuendo alla vita della comunità? - scrivono le associazioni che aderiscono alla Rete 3 ottobre: Mediterranea Venezia, Gruppo Emergency Venezia, Sos Diritti, Gruppo In-Formazione, Assopace Palestina Venezia, Cooperativa Caracol, Casa di Amadou - Marghera, Centro sociale Rivolta, VTM Magis, Palestra Popolare Rivolta, Municipalità di Marghera, Municipalità di Venezia-Murano-Burano, Parole in movimento Venezia, Panchina calda, Liberalaparola Marghera, Cobas scuola Venezia, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Cgil Venezia, Anpi “Sette Martiri” Venezia, Anpi “Erminio Ferretto” Mestre, Altrementi – italiano per stranieri Mestre, Il Granello di senape, Associazione Oltreiconfini, Gruppo Bella ciao – cittadini non indifferenti di Quarto d’Altino, Potere al Popolo Venezia, Ca’ Luisa - Casa del Popolo, Insieme per Venezia e terraferma, Tutta la città insieme, Pd comunale Venezia, Venezia Verde e Progressista, Più Europa Venezia -. Il sindaco Brugnaro ha già fatto esternazioni del genere - elencano - nell'ottobre 2018 il primo cittadino disse pubblicamente: “Abbiamo assunto 200 giovani vigili, addestrati alla corsa e al salto, così quando un nigeriano si mette a correre per 5 chilometri, il nostro vigile lo insegue e lo prende”. Poi nel novembre 2019: “I profughi che arrivano con i barconi e che per mesi vediamo bighellonare? Facciamoli lavorare 10 ore ma paghiamoli per 8 ore”. Basta - continuano - narrazioni e pratiche sulla sicurezza incentrate sull'attacco agli immigrati. La sicurezza non si fa con il manganello, ma con le politiche, la prevenzione e i servizi sociali».

«Noi definiti "buonisti" - replica il segretario del Pd Giorgio Dodi al commento dell'assessore Simone Venturini: "pensano di far sparire lo spaccio con due operatori in più" -. La realtà - scrive Dodi - è che il sindaco ha abbandonato Mestre al suo destino, fino a farle ottenere il triste primato per i morti d'eroina. Ed ora, a un passo dalle elezioni, pensa che urlando slogan e dando colpa a tutti tranne che a se stesso la percezione delle persone cambi».

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