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Avis in campo con i campioni della Reyer per ricordare l'importanza di donare il sangue

Gli atleti saranno testimonial, inizia Stefano Tonut in occasione della prima gara di campionato

 

Ci sono sfide che accomunano la vita e lo sport, valori che ritornano e che insegnano a «non mollare mai». In quest'ottica l'Avis provinciale ha annunciato per i prossimi mesi un nuovo lavoro di squadra che avrà come partner la Reyer Venezia Mestre: i giocatori si sono resi disponibili a contribuire a lanciare il messaggio del dono del sangue e, prima della prima partita di campionato (domani. domenica 27 settembre) nel maxischermo del palasport passerà un video con Stefano Tonut nei panni di testimonial Avis.

«Nella vita come nel basket bisogna fare gioco di squadra - dirà Tonut alla telecamera indossando una t-shirt Avis— segna con noi e fai vincere la vita». Gli spettatori di tutte le età, presenti fisicamente e collegati da casa, avranno così occasione di riflettere sui valori della donazione.

«Promuovere Avis per Reyer è quasi un dovere - spiega Paolo Bettio, responsabile Marketing Umana Reyer - abbiamo la fortuna di avere anche un pubblico giovane e sono proprio i giovani che vogliamo sensibilizzare sull'importanza della donazione del sangue. Io ho iniziato a donare il sangue solo qualche anno fa e devo dire che mi sono rammaricato di non averlo fatto prima. La donazione è un atto che ti gratifica tantissimo, richiede un impegno veramente minimo (3, 4 volte all'anno) e soprattutto può salvare vite umane. Significa fare qualcosa di concreto per il prossimo e tanto per citare un noto claim, ciò non ha prezzo».

«Questa per noi è una partnership importantissima - spiega anche Tito Livio Peressutti, presidente di Avis Provinciale Venezia - i campioni hanno accettato la nostra sfida, sono scesi in campo insieme a noi per raccontare ai tifosi, ai ragazzi e a tutta la popolazione l’importanza del dono. Lo hanno fatto consapevoli della loro capacità di raggiungere le nuove generazioni e sicuri dell’importanza di un messaggio che riguarda tutti noi, non solo i soci Avis, i donatori e chi grazie al sangue donato si è salvato ma anche tutta la società civile. Il messaggio arriverà a tutti gli spettatori non solo a parole ma anche con la loro esperienza in prima linea».

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