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Domenica, 19 Maggio 2024
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Ri-Pensare Venezia: rush finale, serve una legge costituzionale

Le cento proposte di Fondazione Pellicani: un milione di alberi, stop al centro intermodale a San Giuliano, completamento del parco. Ultima tappa del progetto. «Pensare da subito al "dopo Mose"»

Ri-Pensare la specialità di Venezia con una legge costituzionale: cento proposte per rilanciare la città arrivano dall'ultimo step del primo focus realizzato dalla fondazione Gianni Pellicani; i risultati sonp stati presentati all'M9. Piantumare un milione di alberi, retrocedere sul centro intermodale a San Giuliano e completare il parco come previsto dal progetto Di Mambro. «Un progetto fondato su tre parole chiave: partecipazione, trasparenza, condivisione», afferma il segretario della fondazione, Nicola Pellicani. 

Dai poli sanitari a Mestre, Venezia e Marghera, agli spazi spazi ibridi dove promuovere cultura, svago, commercio. Dalla portineria di quartiere, per assistere le persone più fragili, come gli anziani, all’inquadramento della normativa sugli affitti brevi. Dalla riqualificazione del lavoro, con una analisi puntuale dei bisogni occupazionali agli interventi più stringenti per ridurre il moto ondoso, che significa controlli più puntuali sulla velocità. «È necessario riformare la legge speciale sul modello di quanto il Parlamento ha proposto per Roma Capitale - commenta Pellicani - Ovvero assegnare più autonomia legislativa e più risorse attraverso una riforma costituzionale. Solo così sarà possibile superare la frammentazione di competenze e la mancanza cronica di risorse che hanno portato al fallimento dell'attuale governance».

Ecco alcune delle tante possibili e concrete ricette. Al tavolo sul welfare è stata proposta la creazione di "tre angoli" sanitari, in grado di procedere sia nella direzione delle cure che in quello dell’ascolto. Per quanto riguarda la rigenerazione urbana, si è spinto per la creazione di spazi ibridi, come quelli già realizzati, per esempio, a Forte Marghera. Sulla residenzialità è fondamentale lo sviluppo del co-housing e dei contratti a equocanone e la rigenerazione dei quartieri. Per i giovani la priorità è il lavoro, possibilmente qualificato, da qui la proposta di creare un portale per l’analisi dei fabbisogni occupazionali che vadano al di là delle professioni turistiche. «È emersa soprattutto la necessità di pensare da subito al "dopo Mose", come raccomandato dal prof Andrea Rinaldo premio nobel dell'acqua - continua il segretario della fondazione - in vista dell'innalzamento dei mari: istituire a Venezia un centro internazionale per lo studio dei cambiamenti climatici».
 
Nelle prossime settimane tutti materiali emersi verranno elaborati e sarà steso il report finale dell'intero progetto Ri-Pensare Venezia iniziato nel novembre scorso con una call aperta e l'invito a tutti gli interessati al destino della città. A gennaio si sono svolti i laboratori con circa 200 partecipanti e oltre 40 relazioni presentate da molti cittadini attivi, accanto a ricercatori, stakeholder, rappresentanti di associazioni e di categorie e del mondo accademico. Contestualmente, durante il percorso la fondazione ha realizzato 5 indagini (insight) molto puntuali sulla città, affrontando alcune criticità veneziane: la grande fuga dei giovani da Venezia; il mercato del lavoro veneziano; la crescita dei residenti stranieri e il rischio “zonizzazione”; la mappa dei redditi; l'occupazione femminile, la generazione Z. I tanti temi approfonditi nei mesi sono stati suddivisi in 6 macro aree tematiche.
 
«Siamo molto soddisfatti, addirittura stupiti per la risposta della città a questo nostro progetto – conclude Pellicani – Tante persone si sono interessate al futuro della nostra città. Il confronto si è focalizzato quasi esclusivamente su proposte. Presto presenteremo il report finale del progetto, nella convinzione che solo insieme possiamo migliorare la nostra citta».

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