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Il gip riapre il caso Rizzetto, quattro mesi di tempo per la Procura per rifare le indagini

Respinta la richiesta di archiviazione del pubblico ministero e accolta, invece, quella dei familiari di riaprire il fascicolo sul tragico incidente del 23enne di Portogruaro

Il papà Giorgio, ormai, non ci sperava più dopo la sfilza di archiviazioni chieste e ottenute dalla Procura di Pordenone. Al punto che il 12 giugno, all’udienza per discutere dell’ennesima opposizione alla richiesta di archiviare anche l’ultimo esposto ancora in piedi, i genitori della vittima e lo stesso legale non si erano neppure presentati, avvisando della loro scelta con un’amara lettera al magistrato.

I fatti

E invece il colpo di scena. Il giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Pordenone ha dato seguito all’accorata richiesta dei congiunti del 23enne di Portogruaro rimasto vittima, com’è noto, di un assurdo sinistro sulle strade deserte della zona industriale East Gate Park della vicina Fossalta, la sera del 2 maggio 2014: un incidente su cui a più di quattro anni di distanza incombono ancora numerosi punti di domanda, a cominciare dall’incomprensibile manovra della automobilista che ha speronato a tutta velocità la macchina del giovane, mancando tutti gli stop.

"Quattro mesi per le indagini"

"Nel tentativo e nella speranza di trovare finalmente una risposta esaustiva alla vera dinamica e alle responsabilità di chi in un modo o nell’altro ha determinato la morte di nostro figlio, si chiede di voler riaprire il fascicolo d’indagine su quanto avvenuto quella sera", scrivevano nella loro denuncia contro ignoti i familiari della vittima i quali  per ottenere giustizia si sono affidati anche a Studio 3A. Ed è appunto quello che il gip ha fatto. Con motivazioni che per ora sono secretate, a scioglimento della riserva formulata in udienza, il dott. Pergola con un’ordinanza datata 22 giugno ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore titolare del fascicolo, e ordinato che "vengano effettuate le suddette indagini entro il termine di mesi quattro", restituendo gli atti al pm.

La speranza di papà Giorgio

Una decisione accolta con speranza dal padre, Giorgio Rizzetto, che ha a più riprese espresso numerose perplessità in merito all’inchiesta condotta sull’incidente, che non ha mai chiarito appieno tutte le responsabilità, gli orari, i motivi per i quali i soccorsi "ufficiali" siano arrivati così tardi, fino a giungere alla madre di tutte le lacune, quella di non aver disposto l’esame autoptico.

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