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Prime prenotazioni a Jesolo, soprattutto dall'estero. Maschio: «Servono date certe»

L'incertezza non frena del tutto le prenotazioni, a quota 18%. Gli alberghi scalpitano per conoscere con sufficiente anticipo la data di avvio della stagione balneare

Qualcosa si sta muovendo, a Jesolo, sul fronte delle prenotazioni alberghiere. Pur in un'atmosfera di incertezza, in una fase in cui non si conosce il grado di libertà di movimento che avremo in estate, i turisti cominciano a fissare le vacanze sul litorale veneziano. Soprattutto stranieri. «Certamente non sono i numeri a cui eravamo abituati, ma qualcosa si muove - spiega Alberto Maschio, presidente dell'Associazione jesolana albergatori - Oggi a Jesolo abbiamo un 17-18% di prenotazioni inserite a cartellone per la stagione: sono numeri bassi, ma analizzandoli vediamo che per l'80% è clientela estera, e questo ci fa ben sperare. Il mercato interno, come sappiamo, si muove più sotto data, specie di questi tempi».

Proprio l'incertezza sulle riaperture rende difficile ipotizzare una data per l'avvio della stagione balneare: «È prematuro - dice Maschio - Una data certa ad oggi non c'è, noi spingiamo perché venga scelta quanto prima e, soprattutto, non sia comunicata dall'oggi al domani». Il comparto ha necessità di avere un minimo di margine temporale per la programmazione: «Servono non meno di tre settimane per andare a regime, ci auguriamo di avere indicazioni entro la terza settimana di aprile per poter partire a metà maggio», aggiunge. Questo anche per una corretta ed efficace promozione turistica, in Italia e all’estero.

Promozione che, in epoca pandemica,  passa anche da elementi "inediti". «L’ipotesi di assicurazione regionale per tutti i turisti va proprio in questa direzione», prosegue Maschio. «Poter "assicurare" il soggiorno ai nostri ospiti ha certamente una valenza ed utilità in chiave promozionale e di comunicazione, con l’auspicio che le condizioni sanitarie complessive possano consentirci di non dover far ricorso a questo strumento di garanzia».

Di cosa ha bisogno il comparto turistico? «Tre parole: congelare, garantire e programmare. Congelare la situazione attuale in fatto di imposte e tributi; garantire finanziamenti, con garanzia pubblica a medio lungo termine, che consentano alla imprese di acquistare il tempo per investire nella propria attività; programmare adeguandosi alle nuove dinamiche del turismo e investire in qualità».

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