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Kayak vietati in laguna: una raccolta fondi per fare ricorso

Il costo per presentare ricorso è di oltre 3mila euro. La campagna di crowdfunding è stata lanciata da Venezia Sport&Culture, Edu Kayak e dal maestro di canoe Marco Ballarin

Prima a mobilitarsi contro il provvedimento comunale è stata la Venice Kayak srl, ora anche Venezia Sport&Culture, Edu Kayak e il maestro di canoe Marco Ballarin hanno deciso di organizzare un ricorso formale al tar del Veneto contro l'ordinanza che prevede il divieto di poter girare a Venezia in canoa. Ma per sostenere le spese, ammontanti a circa 3mila euro, hanno lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe (https://www.gofundme.com/legal-recourse-kayaking-in-venice).

«Divieto introdotto senza consultazioni»

«Il divieto è stato introdotto da un giorno all'altro - raccontano sulla loro pagina di crowrfunding - senza alcuna consultazione con remiere, associazioni e altre parti interessate. Il Comune ha vietato i kayak nei rii della città, lasciando scorrazzare i taxi ed altre grandi imbarcazioni a motore liberamente. Nemmeno i residenti della città possono girare più in kayak per i canali».

L'ordinanza

La nuova ordinanza, entrata in vigore ad inizio agosto, specifica che «in Canal Grande, canale di Cannaregio, nei rii del sestiere di San Marco e negli altri rii e canali dove sono attivi servizi di trasporto pubblico, è vietata la navigazione dei natanti (jole, dragon boat, pattini, pedalò, canoe, kayak e tavole a remi)».

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