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Foto Alice Baccelle

Foto Alice Baccelle

Le "Mani" di Lorenzo Quinn saranno rimosse da Ca' Sagredo: "Spero restino a Venezia"

"Support", l'installazione che contraddistingue la facciata dell'hotel sul Canal Grande, dovrà essere tolta entro il 30 aprile. Un successo mondiale. L'artista: "E' giunto il momento"

Hanno fatto il giro del mondo e hanno totalizzato milioni e milioni di condivisioni, diventando tra le mani più famose del pianeta. Ora, non oltre il 30 aprile, dovranno essere rimosse: "The day has arrived", dichiara Lorenzo Quinn da Ca' Sagredo in un post sulla sua pagina Facebook. Nel video parla a fianco di Lorena Lain, la direttrice dell'hotel Ca' Sagredo che ha ospitato l'installazione sul Canal Grande. La soprintendenza ai Beni culturali, come riportano i quotidiani locali, non ha concesso ulteriori proroghe (l'enorme scultura doveva essere rimossa già a novembre dopo essere stata inaugurata a maggio dell'anno scorso in concomitanza con la Biennale) e ora c'è un punto interrogativo su dove troverà nuovo spazio.

La direttrice di Ca' Sagredo: "Il cuore mi dice di tenerle dove sono"

Le mani rimarranno a Venezia?

Rimarrà a Venezia? Lorenzo Quinn lo spera: "Speriamo che le mani trovino casa permanente in questa città, come simbolo di protezione del nostro patrimonio mondiale e del nostro futuro - dichiara nel post - Difendiamo il mondo dai cambiamenti climatici, è la nostra casa". "Support", questo il nome dell'installazione, ha totalizzato 230 milioni di condivisioni sui social network, ed è proprio per questo enorme successo che era stata concessa una proroga. Del resto basta vedere quanta gente si sposta da una parte all'altra del vaporetto in Canal Grande per potere fotografare le mani giganti per capire quanto piaccia.

Rimozione per non creare un precedente

"Ma questa città non ha bisogno delle mie mani per valorizzare la sua bellezza - conclude Quinn - Sono felice di aver potuto realizzare il mio sogno". La decisione di rimozione della Soprintendenza è stata presa per non creare un precedente: l'opera è stata contraddistinta da recensioni positive non solo da privati cittadini ma anche dalla stampa di settore, ma è facile ipotizzare che alla prossima Biennale scultori e artisti potrebbero chiedere ulteriori spazi per opere permanenti, a quel punto la situazione potrebbe sfuggire di mano. 

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