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Il giardino del Fitorimedio, Bettin: «Finalmente in mani affidabili»

Il progetto dell'architetto Renzo Piano sull'area di via Bottenigo a Marghera si era bloccato. Ora il Comune lo ha affidato all’Istituto Europeo per lo sviluppo tecnologico, organizzazione no profit che lavora in ricerca applicata e sostenibilità

Il giardino del Fitorimedio è stato affidato dal Comune all’Istituto Europeo per lo sviluppo tecnologico (Iest), un ente (organizzazione no profit) che lavora nel campo della ricerca applicata e della sostenibilità. Ne dà notizia il consigliere comunale Gianfranco Bettin (Verde Progressista) che in passato aveva segnalato la condizione di abbandono del progetto lasciato in consegna alla città da parte del senatore a vita e architetto Renzo Piano. «Un progetto condiviso con il territorio e la Municipalità ma, purtroppo, mai davvero abbracciato e valorizzato dal Comune di Venezia. Ciò è stato evidente in questi anni, che hanno visto lo spazio di via Bottenigo a Marghera ridotto nelle condizioni che, appunto, più volte sono state denunciate. Ora invece, con piacere, segnalo alcune positive novità», scrive Bettin.

Iest, che opera in collaborazione con l'Onu e l'Eu ha preso in carico il Giardino e lo ha restituito alla sua vocazione di luogo di ricerca e di esperienza concreta di trasformazione e rigenerazione di aree compromesse. «Un sito - spiega il consigliere - dove si applicano, in via sperimentale, tecniche di risparmio dell’acqua e di produzione di nutrienti per i terreni in modo biologico e senza elementi chimici, bensì sfruttando gli elementi e la forza della natura, e di riconquista della capacità di produrre e valorizzare la biodiversità. Ciò segna, finalmente, vogliamo auspicare, una svolta nella vicenda».

Iest ha risistemato lo spazio, ora tornato alla sua destinazione originale. «Purtroppo, come anche diversi residenti ci hanno segnalato, è stato più volte oggetto di danneggiamenti da parte di incivili o sbandati, che hanno rotto cancelli, lucchetti, porte delle casette degli attrezzi. Anche se l'istituto per lo sviluppo tecnologico a cui è stato affidato se ne fa carico e ripara i danni, sarebbe comunque necessario garantire una maggiore sorveglianza dello spazio - afferma Bettin - peraltro confinante con gli “orti comunali” che corrono gli stessi rischi. Resta, in ogni caso, la buona novità. Il “Giardino del Fitorimedio” appare ora in mani affidabili e competenti, ed è giusto segnalarlo alla città».

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