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Chioggia, archivio

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Un'ordinanza a Chioggia per valutare il rischio da amianto

Il sindaco Ferro chiede un'analisi ai proprietari degli immobili che ne contengano, con le attività di manutenzione in programma, lo stato di conservazione, la figura designata per il controllo

Un'ordinanza del sindaco di Chioggia Alessandro Ferro prescrive ai proprietari di immobili con coperture in lastre di cemento-amianto, o parti che ne contangano, di provvedere a far valutare il rischio per la salute pubblica. Dovranno specificare, entro 90 giorni dalla pubblicazione dell'ordinanza: le attività di manutenzione che possono interessare le parti, lo stato di conservazione, le indicazioni sulle azioni che s’intendono adottare e i tempi, il nome della figura designata con compiti di controllo, il programma di verifica dei materiali. 

L'ordinanza

«A causa dei recenti eventi calamitosi, nell’ultimo periodo sempre più frequenti, molte coperture realizzate con lastre in cemento-amianto hanno evidenziato criticità sullo stato di conservazione, con particolare riferimento alla presenza di rotture evidenti con asportazione di materiale», scrive il sindaco che ha firmato oggi, martedì 24 novembre, l'atto per completare il processo conoscitivo sulla diffusione dell’amianto nel territorio comunale, al fine di evitare la dispersione di fibre nocive.

La classificazione

La valutazione dovrà stabilire se il materiale presente è classificabile come: a) integro non suscettibile di danneggiamento; b) integro suscettibile di danneggiamento; c) danneggiato. Qualora emerga che il materiale ricade nel caso a) non occorre attuare nessun intervento; mentre se ricade nel caso b) o c) è necessario un intervento di bonifica, previa approvazione del piano di lavoro da parte dell'UIlss 3. «I cittadini possono chiedere supporto allo sportello amianto nazionale, utile anche per segnalare abbandoni o la presenza di situazioni critiche nel territorio – spiega il sindaco  – A quasi trent'anni dalla legge 257 del 1992 che ha proibito, a partire dal 1994, l’estrazione, l’importazione, la produzione e la commercializzazione di materiali contenenti amianto, l’Italia non ha ancora completato la sua bonifica. Auspico che, nel nostro territorio, non solo venga conclusa la mappatura, ma anche il corretto smaltimento dei materiali». Nel marzo scorso l'amministrazione comunale ha aderito allo sportello amianto nazionale che offre consulenza sulle procedure da seguire per determinare se il proprio amianto è pericoloso, per effettuare un lavoro in casa o in azienda dove sia presente amianto e per conoscere adempimenti ed obblighi per essere in regola, oltre ad avviare pratiche per il riconoscimento di malattie professionali.

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