Il legame tra le Dolomiti e Venezia attraverso le vie d'acqua di Marco Polo | VIDEO

Durante il convegno "Risorsa Acqua dalle Dolomiti al Mare - Qualità, Sviluppo e Bioversità", svoltosi recentemente al rifugio Galassi, un dibattito su Venezia con focus sull'importanza del sistema Mose per la tutela della città lagunare

Le celebrazioni dei 700 anni dalla morte dell'esploratore veneziano Marco Polo sono state al centro della terza giornata di convegno "Risorsa Acqua dalle Dolomiti al Mare - Qualità, Sviluppo e Bioversità", svoltosi recentemente al rifugio Galassi, sulla forcella piccola dell’Antelao a Calalzo di Cadore, e promosso dal Comune di Venezia e dal Cai di Mestre. Protagonisti dell'incontro sono stati i rappresentanti alcune città cinesi (Sozhou, Hangzhou, Yangzhou e Wuxi), riconosciute Patrimonio Unesco, che sorgono sull’acqua proprio come Venezia, introdotte dall’onorevole Laura Fincato, in rappresentanza del Comitato Marco Polo 700, e dal direttore della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità Alessandro Costa.

A moderare gli interventi l’assessore comunale all’Ambiente Massimiliano De Martin: «È un onore e un orgoglio poter ospitare da remoto quattro città cinesi che sono legate a Venezia non solo per motivi storici ma anche per le problematiche legate alla gestione della risorsa acqua – ha dichiarato –. Per il convegno organizzato qui al Galassi un valore aggiunto che arricchisce il dibattito regalandogli una chiave di interpretazione internazionale».

Al centro del dibattito l'approccio sulla gestione delle acque relativamente ai cambiamenti climatici, all’inquinamento, alla bonifica e alla riqualificazione di un territorio. Dall'esperienza della città 'gemella' Suzhou ad Hangzhou, conosciuta come la Venezia d'Oriente – dove la tradizione millenaria con l'acqua negli ultimi anni è stata caratterizzata da interventi per mitigare l'impatto degli eventi atmosferici e dal trattamento delle acque per garantirne l'approvvigionamento con un risparmio delle risorse – fino a Yangzhou e Wuxi, dove gli interventi di bonifica su ampia scala si sono trasformati in esempi di rigenerazione urbana e ambientale con la riapertura di grandi parchi pubblici che oggi ospitano eventi e festival affacciati sui rispettivi corsi d'acqua.

«I giorni di questo convegno sono momenti di confronto, approfondimento e scambio di esperienze con la ricerca di nuove tecnologie che vedono al centro l’acqua come risorsa fondamentale, ma non infinita e sempre meno disponibile – ha aggiunto Fincato –.  Nel programma, il Comitato Marco Polo 700 ha undici progetti: tra questi, anche la celebrazione del Milione e delle relazioni che creò Marco polo in tante città cinesi».

Il dibattito si è poi spostato su Venezia, con l'intervento del direttore della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità, Alessandro Costa, che ha posto l'accento sull'importanza del sistema Mose per la tutela della città lagunare: «Il Mose è stato attivato 84 volte dal 2020 – ha spiegato – e Venezia, in queste situazioni, è stata preservata da eventi problematici. Questo ci  porta a una riflessione: proteggendo la città dalle acque l’abbiamo portata dall’essere tra le più minacciate al mondo a fare parte di quelle più protette. Quindi, oggi, Venezia ha un sistema di protezione di cui dispone ma che può essere messo a disposizione di città che hanno problematiche simili in base alle esigenze e ai contesti. Di fatto, proteggendo Venezia e tutto il suo sistema retrostante dall’acqua, si consente di progettare lo sviluppo del suo tessuto socio economico con un principio sostenibile». 

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