Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Ca' Foscari: relitti di epoca romana indagati in fondo al mare con robot abissali | VIDEO

Un grosso carico di marmo e di anfore romane in una fossa a 640 metri di profondità nel mar Tirreno: sono gli elementi che hanno permesso di mettere in gioco una tecnologia avanzata di una fondazione di ricerca e la competenza scientifica del dipartimento di Studi umanistici dell’Università Ca’ Foscari

 

Un grosso carico di marmo e di anfore romane ed un relitto raro e perfettamente conservato all’interno di una fossa a 640 metri di profondità nel mar Tirreno: questi gli elementi che hanno permesso di mettere in gioco una tecnologia avanzata di una fondazione di ricerca e la competenza scientifica del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari per arrivare a risultati di indagine subacquea finora difficili da raggiungere.

Nell’agosto 2020, Elisa Costa, assegnista di ricerca presso il Dipartimento, si è imbarcata sul catamarano Daedalus, dell’ing. Guido Gay della Fondazione Azionemare, nell’ambito dei progetti “Le rotte del marmo antico” e "Fotogrammetria digitale in archeologia subacquea" del professor Carlo Beltrame.

Il rilievo è stato realizzato con l’impiego del ROV abissale Multipluto, il quale, attraverso una navigazione comandata da remoto, ha documentato il relitto con strisciate parallele e sovrapposte in modo da rappresentare i particolari del carico, composto sia da grandi blocchi di marmo che da alcune anfore Dressel 2-4 del 1° secolo d.C. La fotogrammetria è stata quindi realizzata attraverso l’estrapolazione e l’allineamento di centinaia di frame dal video, al fine di ottenere un modello tridimensionale scalato e misurabile del carico.

Nel 2020, la missione archeologica ha previsto il recupero di due esemplari dei due tipi di anfore Dressel 2-4 presenti su questo primo relitto per permetterne un più agevole e analitico studio; le anfore, sbarcate a Capraia per le operazioni di dissalazione e conservazione da parte della restauratrice Nawal Menad, sono state misurate e documentate anch’esse con la tecnica fotogrammetrica.

Potrebbe Interessarti

Torna su
VeneziaToday è in caricamento