Primo maggio, una rosa per tutte le persone costrette a lavorare. "Basta sfruttamento"

Torna anche quest'anno l'iniziativa che vede impegnati gli attivisti nei centri commerciali, per donare una rosa, e regalare un sorriso, a chi il giorno di festa dovrà lavorare

Anche quest'anno molte lavoratrici e molti lavoratori sono costretti a lavorare il primo maggio, per questo la Rete degli Studenti Medi del Veneto e Udu Venezia, in collaborazione con altre asosciazioni del territorio, invitano tutti a dedicare un po' del proprio tempo per festeggiare il giorno dei lavoratori con chi lo passerà in corsia o dietro la cassa. L'iniziativa è semplice, si tratta di donare una rosa, per ribadire che le persone e i loro diritti hanno più valore di ogni esigenza di mercato.

Una rosa per il primo maggio

"Una speranza, la nostra, - spiegano gli attivisti - che si scontra con la realtà di un Paese in cui anche quest'anno stiamo assistendo alle aperture insensate di negozi, supermercati e centri commerciali nei giorni della festa della Liberazione e della festa del lavoro. Riteniamo che la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio, costretti sul luogo di lavoro anche il primo maggio, sia simbolica di una società che nega il valore della persona e del lavoro. Per questo anche quest'anno l'1 maggio saremo nei negozi e nei centri commerciali, non per fare shopping ma per regalare rose rosse a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori".

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