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Saldi estivi al via, la previsione: "In Veneto si spenderà in media come lo scorso anno"

Circa 98 euro a persona. Non mancano le polemiche per le svendite già iniziate dai grandi brand e dai colossi dell'online, per i quali la federazione Moda Italia chiede la web tax

Ogni famiglia veneta spenderà in media poco meno di 230 euro nel corso dei sadi estivi 2018, circa 98 euro a persona. Questa la previsione dell'ufficio Studi di Confcommercio, che preventiva acquisti inferiori rispetto alla media nazionale, in virtù degli aumenti di bollette di luce e gas scattati domenica. Le svendite al via sabato prossimo, quindi, potrebbero essere più povere nella nostra Regione, ma comunque in linea con quelle dello scorso anno. "Ma c'è anche l'online - spiega il presidente Msssimo Zanon - che condiziona le scelte e inficia sul dato".

Saldi, il decalogo del Codacons

C'è chi anticipa i saldi

"In tutto il Veneto, contravvenendo alle regole che ne fissano l’inizio al 7 luglio, i più noti brand hanno fatto scattare i saldi già un mese fa - commenta il presidente della federazione Moda Italia di Confcommercio Veneto Giannino Gabriel - è successo e sta succedendo nelle grandi catene e negli outlet, soprattutto su fronte del commercio elettronico, che dilaga sempre più in un mondo senza regole, anche se da tempo la nostra federazione chiede a gran voce al legislatore che intervenga". Per Gabriel è necessario tassare i grandi portali di vendita, oltre a far rispettare a tutte le realtà che operano nel settore del commercio.

"Web tax per i colossi dell'online"

"C’è attesa per questi saldi estivi, che rappresentano un banco di prova per il dettaglio moda multibrand - ha continuato - Le previsioni di vendita sono sostanzialmente in linea con quelle dello stesso periodo del 2017, e continuano a essere appetibili per i consumatori nonostante un contesto di concorrenza globale, che potremmo definire 'dittatura digitale', capace di condizionare tutto, dalla filiera produttiva a quella distributiva, fino ad arrivare al negozio al dettaglio. Abbiamo chiesto l'introduzione della web tax perché i colossi del web devono stare nello stesso mercato con le stesse regole e con le stesse imposte delle nostre attività".

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