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Foto: corsia d'ospedale, immagine d'archivio

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Piano sanitario in Consiglio regionale: la Funzione Pubblica Cgil affila le armi

Giovedì una conferenza nella sede di via Peschiera del sindacato. Liste d’attesa, appalti, superticket, Ipab, Spisal, ma soprattutto assunzioni. «Servono medici, specialisti e infermieri nell’immediato»

Focus sul sistema socio sanitario in Veneto: la Funzione Pubblica Cgil ha organizzato a Mestre, in via Peschiera, una conferenza giovedì 13 dicembre per riportare al centro della discussione la «drammatica carenza di personale». La stessa che ha portato Fp Cgil, Cisl Fp, Uilfpl, assieme alla Rsu dell'Ulss3, il Nursing Up degli infermieri, e l'Unione dei sindacati Autonomi Europei, a dichiarare unitariamente lo stato di agitazione, il 15 novembre scorso. E che ha portato allo sciopero nazionale dei medici del 23 dello stesso mese.

Turn over e costi

«Si parla di infermieri, personale amministrativo e operatori socio sanitari - ha spiegato Marco Busato Fp Cgil Venezia -. I lavoratori sono costretti a saltare riposi, vedere modificato il turno di lavoro, subire uno straordinario che ormai è diventato obbligatorio e rinunciare alle ferie». «Il sistema socio sanitario veneto sta scivolando progressivamente verso una maggiore privatizzazione - afferma Fp Cgil Veneto -. L'organico presenta carenze che si prevedono in ulteriore aumento con l’ondata di pensionamenti attesa per i prossimi mesi, mentre una serie di strutture continua a far registrare insufficienze anche vistose. Il tutto a fronte di una domanda in crescita a causa dell’invecchiamento della popolazione, e delle aumentate difficoltà (6% in più in un anno) per tanti cittadini ad accedere alle cure a causa dei costi».

Piano socio-sanitario

Di fronte a questo scenario, la Cgil del Veneto chiede alla Regione un intervento tempestivo, investendo anche risorse proprie, per riportare il sistema veneto a quei livelli di eccellenza che ora sembrano declinare. Lo fa in occasione dell’avvio della discussione in Consiglio regionale del nuovo piano socio sanitario, in relazione al quale presenta tutta una serie di richieste (liste d’attesa, appalti, superticket, strutture intermedie, Ipab, Spisal), ma soprattutto pone la necessità di un piano straordinario di assunzioni dirette di medici, specialisti e infermieri, da effettuare nell’immediato, senza nascondersi dietro ai vincoli di invarianza di spesa, o all’attesa, quasi messianica, di un’autonomia che nel migliore dei casi produrrà effetti non prima di 5 anni.

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