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Santo Stefano 2020 in zona rossa: cosa si può fare e non fare il 26 dicembre

Il vademecum per oggi: come ci si può spostare, quando serve l'autocertificazione e come va compilata per non rischiare multe

Santo Stefano in zona rossa. Oggi, 26 dicembre, è il terzo giorno in cui sono in vigore le restrizioni decise dal governo di Giuseppe Conte. Mentre già dal giorno della Vigilia sono scattati i controlli di polizia, carabinieri e vigili, in tutta Italia valgono le regole della zona rossa ma con le deroghe introdotte una settimana fa. E quindi queste sono le regole in vigore dal 24 al 27 dicembre (a partire dal 28 scatteranno i tre giorni di zona arancione): 

  • si potrà uscire per fare una passeggiata, vicino casa e con la mascherina, oppure fare attività sportiva da soli
  • sono vietati gli spostamenti all'interno del proprio comune se non per i motivi di lavoro, salute o necessità e urgenza
  • è in vigore il coprifuoco, che scatta alle 22 di stasera e durerà fino alle 5 di domani
  • è consentito in qualunque momento della giornata fare rientro alla propria residenza, al proprio domicilio o alla propria abitazione, rispettando il coprifuoco e con l'autocertificazione

Deroghe per incontri con parenti e amici

Come riporta Today, a queste regole di base il Governo ha introdotto una serie di deroghe che riguardano gli incontri con parenti e amici. È infatti possibile, per una sola volta al giorno, spostarsi per fare visita a parenti o amici, solo all’interno della stessa regione, rispettando il coprifuoco (e quindi dalle 5 alle 22) e nel limite massimo di due persone. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti con le quali convivono. 

I genitori separati/affidatari possono spostarsi tra il 21 dicembre e il 6 gennaio per andare in comuni/regioni diverse o all’estero per trascorrere le feste con i figli minorenni, nel rispetto dei provvedimenti del giudice o degli accordi con l’altro genitore. Nel caso di spostamenti da/per l’estero, è comunque necessario consultare l’apposita sezione sul sito del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per avere informazioni sulle specifiche prescrizioni sanitarie relative al Paese da cui si proviene o ci si deve recare. 

Il Governo ha consentito anche lo spostamento per dare assistenza a persone non autosufficienti  dal 21 al 6 gennaio, anche tra comuni/regioni in aree diverse, ove non sia possibile assicurare loro la necessaria assistenza tramite altri soggetti presenti nello stesso comune/regione. Non è possibile, comunque, spostarsi in numero superiore alle persone strettamente necessarie a fornire l’assistenza necessaria: di norma la necessità di prestare assistenza non può giustificare lo spostamento di più di un parente adulto, eventualmente accompagnato dai minori o disabili che abitualmente egli già assiste.

Santo Stefano con l'autocertificazione 

Per gli spostamenti bisognerà compilare l'autocertificazione, da consegnare alle forze dell'ordine in caso di controlli. L'autocertificazione valida è quella pubblicata sul sito del ministero dell'Interno e che porta ancora la data di ottobre 2020, quella dell'ultimo aggiornamento. In essa va indicato che lo spostamento è determinato da:

  • comprovate esigenze lavorative

  • motivi di salute

  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio

Proprio quest'ultimo punto è quello da barrare nell'autocertificazione se ci si sta spostando per andare a casa di amici, aggiungendo nelle righe successive l'indirizzo di partenza e quello di destinazione ma, per motivi di privacy, non il nome della persona che si va a visitare. C'è anche una deroga che riguarda gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore ai 5mila abitanti, i cui residenti possono spostarsi per una distanza non superiore ai 30 chilometri anche sconfinando rispetto alla propria regione. Non si può andare però nei capoluoghi di provincia. 

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