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Foto: Anagrafe e Mestre

Foto: Anagrafe e Mestre

Lotta dura dei comunali: in sciopero gli impiegati di anagrafi, stato civile e Urp

I lavoratori del Comune di Venezia rappresentati dai sindacati Fp Cgil, Uil Fpl, Csa Ral, Diccap e Cobas e la Rsu lo hanno deciso dopo l'assemblea di giovedì: «Assumono solo vigili»

L'agitazione è diventata lotta: vanno allo sciopero i dipendenti degli uffici anagrafe, stato civile e relazioni con il pubblico del Comune di Venezia. Lo hanno deciso gli aderenti ai sindacati Fp Cgil, Uil Fpl, Csa Ral, Diccap e Cobas e la Rsu dopo l'assemblea di giovedì. Bloccato anche lo straordinario.

«Manca personale»

«Lo sciopero sarà articolato a ore su più giornate di lavoro per dare continuità al percorso di protesta dei lavoratori che da troppo tempo aspettano risposte da questa amministrazione - fanno sapere Daniele Giordano della Funzione Pubblica Cgil, Mario Ragno della Uil Fpl, Sergio Berti di Csa Ral, Luca Lombardo del Diccap, Enrico Quieto del Cobas e Gianpiero Bulla Rsu -. Durante l’assemblea i lavoratori hanno evidenziato una situazione sempre più emergenziale dovuta alla carenza di personale. Dal 2016 il personale è calato di più del 20% e le prossime uscite dovute a pensionamenti e “quota 100” appesantiranno ulteriormente il clima e i carichi di pratiche. «Al Comune assumono solo e soltanto vigili e i servizi sono al collasso».

Le rivendicazioni

«Assunzioni, formazione, riduzione dello straordinario, e comunque pagamento dello stesso che non può, proprio per le carenze di personale, andare a recupero - sono le richieste, oltre a - definizione dell’indennità di condizioni di lavoro, revoca della responsabilità del procedimento in assenza di corrispondente qualifica e inquadramento». Interventi a garanzia della sicurezza del personale e dei servizi, oltre che alla «sorveglianza degli spazi adibiti alla celebrazione dei matrimoni, punti informativi, permanenti per le relazioni con utenza multietnica».

Le risposte

«Non sono mai arrivate - dicono gli impiegati -. L'amministrazione non ha mai affrontato in modo serio le richieste dando risposte e contribuendo a favorire un clima di lavoro positivo. Abbiamo assistito a nuove sedi che non cambiano la situazione difficilissima del servizio e le condizioni disastrose di lavoro del personale. L'amministrazione - concludono - non ci ha lasciato alternative se non quella di proclamare lo sciopero per difendere la dignità, la professionalità e i servizi che con dedizione e fatica stiamo erogando alla cittadinanza». «Solleciteremo il prefetto - precisano i sindacati - e i rappresentanti istituzionali a intervenire a tutela del personale e di questi servizi essenziali».

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