Le "mani" degli studiosi sulla città: nasce a Venezia il super Centro di studio sul restauro

Accordo tra Ca' Foscari, Iuav e Ca' Farsetti, che mette a disposizione 3 milioni di euro del Patto per Venezia: studi concreti sui monumenti simbolo, come il Campanile di San Marco

I nomi ai più forse non diranno nulla, ma per un ricercatore o uno studente in ambito di Conservazione e Restauro dei beni culturali possono instillare una certa euforia: spettrofotometri del valore fino a 132mila euro, scanner a raggi X, strumenti di "imaging" (da 150mila euro), spettrometri a fibra ottica, tecnologia laser (da 283mila euro), microscopi innovativi e di ultima generazione, termocamere, una workstation 3D e pure un drone. Si tratta dell'"elenco della spesa" che Ca' Foscari e Iuav hanno messo a punto potendo contare da giovedì mattina, dopo la firma di un apposito accordo di programma con il Comune di Venezia, su 3 milioni di euro "attinti" dal Patto per Venezia siglato tra il sindaco Luigi Brugnaro e l'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Centro di ricerca per la conservazione e il restauro

In città sorgerà quindi, con ogni probabilità negli spazi di Ca' Foscari del Vega, un nuovo Centro di ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie per la conservazione, che ha l'obiettivo di calamitare l'attenzione dei "cervelli" che ora magari si trovano all'estero, perché, com'è stato spiegato dal rettore dello Iuav, Alberto Ferlenga, studiare a Venezia queste materie è come avere la possibilità di correre il Gran Premio di Montecarlo nell'automobilismo: "Venezia è il più grande cantiere di restauro al mondo e per questo motivo è già ora un modello", ha spiegato.

Il rettore di Ca' Foscari, Michele Bugliesi

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Interventi e studi sui monumenti simbolo

Dalla teoria alla pratica in questo caso il passo sarà molto breve, e interesserà (in qualche caso lo sta già facendo) anche alcuni monumenti simbolo della città, partendo dall'analisi di alcuni reperti della Basilica e del campanile di San Marco passando per le tele della scuola grande di San Rocco per finire con le tecniche di conservazione di opere d'arte moderna presenti nel capoluogo lagunare: "Utilizzeremo questi interventi come leva per ottenere nuovi investimenti - ha spiegato il rettore di Ca' Foscari, Michele Bugliesi - questo accordo ha durata triennale".

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro

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Le "anime" dell'accordo

L'intesa ha tre "anime": quella "fisico-chimica" sarà appannaggio di Ca' Foscari, quella architettonica interesserà naturalmente lo Iuav. In più si concentrerà l'attenzione su pratiche Ict, Tecnologie di informazione e comunicazione (saranno messi a disposizione 150mila euro per questo): "Pensiamo che la città debba essere sempre più attrattiva per gli studenti del Nord Europa - ha dichiarato il sindaco Luigi Brugnaro prima della firma - Dobbiamo consentire a un giovane di continuare a sviluppare i suoi interessi anche qui, garantendo una didattica d'eccellenza. Non sono solo le grandi infrastrutture di comunicazione, come l'aeroporto, a far propendere per una città o un'altra. I giovani europei sappiano che qui troveranno un 'plus' in più". In prospettiva il primo cittadino ha un disegno accademico di respiro "metropolitano": "In generale puntiamo anche sulla collaborazione con Padova - ha sottolineato - serve un disegno unitario in cui poi gli Atenei si muoveranno in maniera autonoma. Già lo stanno facendo con successo". 

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