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In classe senza mascherina, ma sulla scuola restano altri dubbi. Proposta termoscanner

Ieri le nuove indicazioni del comitato tecnico scientifico. Intanto si lavora per garantire i distanziamenti e i trasporti

Niente mascherina in aula per il ritorno in classe ormai alle porte, ma in caso di risalita dei contagi le autorità sanitarie potranno imporla. Gli studenti non saranno costretti a coprire naso e bocca quando sono seduti al banco, se in condizione di distanziamento di almeno un metro l'uno dall'altro. Ora è tutto nero su bianco, secondo quanto stabilito dal Comitato tecnico scientifico in un documento pubblicato al termine della riunione di ieri sulla riapertura delle scuole in sicurezza. L'ipotesi di rendere la mascherina obbligatoria in ogni momento, quindi, non si concretizza.

Aule

Nella nota del comitato si legge: «Nell'ambito della scuola primaria, per favorire l'apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l'assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto)». Le indicazioni sono analoghe per quanto riguarda le scuole secondarie. La Regione Veneto ha commentato spiegando che si tratta di una scelta «di buon senso» perché la mascherina «è incompatibile con la comunicazione tra docente e studente e non contribuisce affatto a creare un clima di empatia in classe».

Idea termoscanner

Restano altri importanti temi non del tutto risolti: il nodo dei trasporti, su cui è stato stabilito il compromesso del limite dell’80% sulla capienza a bordo dei mezzi, che però è di difficile applicazione e porterebbe, probabilmente, a una insufficienza di posti a bordo di autobus e i treni. Il governo dovrebbe stanziare altri fondi per garantire il trasporto di tutti gli studenti, ma il tempo stringe. E poi la misurazione della temperatura in ingresso per studenti, docenti e personale scolastico: l'assessore regionale Elena Donazzan propone l’installazione di termoscanner in tutte le sedi scolastiche, così come già avviene negli uffici pubblici, negli aeroporti e in alcuni grandi negozi e centri commerciali. «Affidarsi alla misurazione a casa da parte delle famiglie - dice - è chiaramente inattendibile, così come sarà impraticabile l'impiego della "pistola". La soluzione più logica non può che essere quella di installare alle porte di ingresso delle scuole apparecchiature per il rilevamento automatizzato della temperatura».

Brugnaro: «Chi può vada a scuola autonomamente»

Il sindaco di Venezia e della Città metropolitana, Luigi Brugnaro, ha detto stamattina: «Siamo preoccupati per la tenuta delle scuole. Dico a chi può: portate i figli a scuola con le auto, e ai ragazzi di andare in bici o in motorino, almeno per un primo periodo. Così scarichiamo la pressione sui servizi pubblici». E ha aggiunto: «Fanno le promesse ma non le mantengono: banchi non ne sono arrivati, non sappiamo quanti insegnanti mancheranno, se arriveranno quelli di sostegno. Noi nel frattempo abbiamo fatto lavori nelle scuole superiori, alle materne e alle elementari, è tutto pronto. I dirigenti scolastici sono in prima linea».

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