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Servizi educativi, denuncia Cgil e Uil: «Personale in autosorveglianza lavora in altre scuole»

La lettera al sindaco e la diffida: «Scelte che favoriscono i contagi»

«La situazione dei servizi educativi del Comune di Venezia continua ad essere grave. Abbiamo appreso che il personale delle sezioni che vengono poste in quarantena, e che dovrebbe rimanere in sorveglianza, continua a lavorare. Abbiamo già scritto al sindaco chiedendo un’immediata retromarcia su questa decisione», afferma Daniele Giordano, segretario Fp Cgil che punta il dito contro «una modalità che espone bambini, personale dei servizi educativi e ausiliario al rischio di contagio».

Secondo il segretario, da alcune segnalazioni parrebbe che aver fatto lavorare personale in auto sorveglianza abbia poi portato alla chiusura di altre sezioni per positività al tampone. Verifiche tutte da fare. «Non siamo in grado di conoscere la situazione perché l'amministrazione comunale ha cancellato la commissione covid congiunta», commenta Giordano che attacca: «queste scelte del Comune giustificano ancora di più le ragioni di una possibile mobilitazione del personale, che discuteremo nell’assemblea di mercoledì, senza escludere un pacchetto di ore di sciopero»

Da parte della Uil c'è una diffida. «Le educatrici sospese non vengono sostituite e quelle che hanno la classe in isolamento, per cui sono state a stretto contatto con persone positive, vengono mandate in altri plessi scolastici a fare le supplenti - argomenta Mario Ragno, segretario Uil Fpl Veneto -, con il rischio di infettare altre persone. Avevamo chiesto di provvedere alla chiusura anticipata dei servizi in sofferenza, ma non siamo stati ascoltati - continua Ragno - Avevamo anche sollecitato, così com'è stato per il comparto della polizia locale, che venisse stabilizzato il personale che ha i 36 mesi di lavoro necessari. Ma non c'è stato riscontro. A fronte di questo si diffida la dirigenza a proseguire nel far “girare” il personale che è stato in stretto contatto con positivi, e si si chiede di integrare gli organici ridotti». In caso di mancato accoglimento, la Uil prevede azioni a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, inclusa la segnalazione all'Autorità giudiziaria.

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