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Brugnaro si scaglia contro il servizio di Report: "E' stato un film veramente infame" | VIDEO

Il sindaco commenta "VeniceTown", l'approfondimento andato in onda lunedì su Raitre: "Attrarre investitori è il mio lavoro. Sono fondamentali, non è la calata degli speculatori"

"Una trasmissione vigliacca, fasulla. E' un film veramente infame secondo me che non fa onore al giornalismo corretto, che invece per fortuna in Italia esiste". Con queste parole il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha commentato il servizio di Report andato in onda lunedì sera su Raitre intitolato "VeniceTown", a firma Claudia Di Pasquale, in cui si sono passati in rassegna i possibili progetti di sviluppo della città, compresa l'area dei Pili, di proprietà ora del blind trust cui il primo cittadino ha ceduto le proprie aziende.

"Gli investitori non sono speculatori"

"Questa è la libertà, per cui ognuno te la racconta come vuole - ha continuato Brugnaro - E' proprio vero che ti trasformano la realtà in cose negative. Attrarre investitori è un lavoro che faccio tutti i giorni, su cui vorrei medaglie. Sembra quasi l'arrivo degli speculatori invece, non è così. Gli investitori sono persone fondamentali per lo sviluppo della città".

Qui il servizio di Report andato in onda lunedì sera

"Solo Report poteva mettere in mezzo la Mafia"

Nel mirino anche la segnalazione di Report della presenza al 20% di un socio nella compagine di gestione della Scuola Grande della Misericordia di Venezia, Pietro Tindaro Mollica, rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata all'usura e all'estorsione: "Andare a mescolare la mafia, che io in prima persona ho combattuto sempre, è una cosa che soltanto Report poteva fare, con i soldi pubblici poi - ha concluso il sindaco - E' una cosa veramente vergognosa. Per il resto penso che poi i fatti siano 'testardi', il tempo sarà galantuomo".

"Di fare il blind trust me l'aveva detto Casson"

Inevitabile che uno degli argomenti "forti" che tengono banco in queste ore è il recupero dell'area dei Pili voluto dal blind trust cui il sindaco Brugnaro ha ceduto tutte le sue aziende intende costruire il nuovo palasport per la Reyer (e spettacoli). Le opposizioni gridano al conflitto d'interessi, adombrato anche dal servizio di Report: "Il programma però ha omesso una cosa importante, che io lì non stavo facendo nulla - commenta sul punto il primo cittadino - Dopodiché hanno iniziato ad accusarmi che non stavo facendo niente, che l'area era lasciata a sé. Gli stessi, il buon Casson, hanno detto sui giornali di fare un blind trust, lui l'ha detto a me. Io non sapevo neanche cos'era - ha continuato il sindaco - Mi sono informato, ci ho messo mesi perché nessuno l'aveva mai fatto in Italia. Il blind trust significa cedere le proprietà a un terzo, quindi non sono più mie. Oggi la società non è più mia, io ho mollato tutto tranne casa mia, che è ancora intestata a me. Questo lo fanno gli americani: ho fatto il blind trust con il diritto di new york, che è il più vincolante di tutti. Poi lui va in televisione a dire ma il blind trust sull'immobiliare non va... Ma se me l'avevi detto tu?". 

"Sui Pili il trust ha un diritto acquisito"

L'attenzione si sposta sul futuro dei Pili: "Non puoi bonificare per fare prato - ha continuato Brugnaro - lì devi valorizzare ed è ciò che sta facendo il trust privato, che ha diritto di farlo. L'unico diritto non acquisito è la costruzione dell'arena, per cui è tutto da vedere se ce la facciamo. Su questo punto deve dare l'ok il Consiglio comunale. Per il resto quell'area è edificabile da sempre. Le persone restano sconcertate dopo il servizio perché dicono boh, dov'è la verità? Sono schizzi di fango. Essere imprenditore non è dispregiativo. Gli imprenditori sono gli eroi di questo Paese. Li stiamo ammazzando tutti con la burocrazia, il sospetto, la denigrazione. Io credo - ha concluso - che la gente sia molto più avanti, credo che i cittadini formuleranno nel segreto dell'urna un giudizio per me insindacabile". 

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