Bioraffineria Venezia, l'ira dei sindacati per l'esclusione all'inaugurazione

Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil: «C'eravamo quando Eni voleva chiudere l'impianto. Solo grazie alla nostra mobilitazione è nata l'idea di una conversione in green»

Foto: Bioraffineria a Porto Marghera

L'inaugurazione della Bioraffineria, il primo dicembre scorso a Porto Marghera, alla presenza delle istituzioni locali, della presidente Eni, Emma Macegaglia, dell'ad Claudio Descalzi e della presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, ha evidenziato la mancata partecipazione delle sigle sindacali locali. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno manifestato il loro rammarico per il mancato coinvolgimento: «Noi c'eravamo quando Eni voleva chiudere i battenti dello stabilimento, e con la nostra mobilitazione siamo riusciti a far nascere l'idea di una conversione in green».

Relazioni industriali

«La definiamo un’occasione mancata - scrivono le sigle - per coltivare corrette relazioni sindacali che onorino lo sforzo e la responsabilità delle rsu e delle segreterie di Venezia, con le quali Eni è arrivata, dopo due mesi di protesta, all'avvio della Bioraffineria. Ancora oggi il completamento del progetto richiede un continuo confronto tra azienda e sindacato, confronto che però si fa sempre più difficile».

Il lavoro

«In questi giorni  - proseguono le sigle - le rsu aziendali e i lavoratori stanno protestando per la carenza di organici in particolare nel nuovo impianto, ma anche su questioni irrisolte che riguardano organizzazione del lavoro, gli straordinari e i carichi di lavoro. A fronte delle roboanti affermazioni dell'ad Descalzi, di cui purtroppo siamo venuti a conoscenza solo tramite articoli di giornale, chiediamo urgentemente che l'Eni ci spieghi, attraverso un piano industriale, quali sono i progetti e gli investimenti che intende fare in Versalis e in Raffineria, con l'auspicio di non doverli apprendere attraverso i mass media, ma con un tavolo di confronto».

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