Parte la “spesa sospesa”: ad enti e organizzazioni no profit i prodotti da destinare ai bisognosi

Al mercato agricolo coperto a Mestre sono stati in molti i clienti ad aver fatto una doppia spesa, devolvendo i prodotti acquistati all’Emporio Solidale e alla Casa dell'Ospitalità di Mestre

La partenza dell’iniziativa “spesa sospesa”, ovvero offrire agli enti e alle organizzazioni no profit i prodotti da destinare ai bisognosi, è stata più che soddisfacente. Questa mattina  al mercato agricolo coperto a Mestre in via Palamidese 3-5, sono stati in molti i clienti ad aver fatto una doppia spesa, devolvendo i prodotti acquistati all’Emporio Solidale e alla Casa dell'Ospitalità di Mestre. C’è chi ha acquistato un kg di patate, chi un litro d’olio, chi una spesa intera a base di frutta e verdura, chi anche carne e uova per arrivare a fine mattinata ad una decina di borse  donate alla referente della casa che è arrivata felice a ritirare il “bottino”.

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«I Mestrini sono stati generosi – afferma il direttore di Coldiretti Venezia Giovanni Pasquali – in un momento difficile hanno saputo rispondere positivamente all’iniziativa benefica dimostrando sensibilità e altruismo». Il progetto coordinato dalla Fondazione Campagna Amica a livello nazionale continuerà anche nei prossimi giorni sia al mercato agricolo coperto di Mestre al Martedi e Sabato mattina durante l’orario di apertura del mercato, sia anche al mercato agricolo di Favaro Veneto che si svolge il martedi mattina dalle ore 8.00 alle ore 13.00 sul piazzale del Centro commerciale la Piazza. Si potrà dunque donare una confezione alimentare per i poveri sul modello dell’usanza del “caffè sospeso", quando al bar si lascia pagato per il cliente che verrà dopo. Oltre che per le proprie necessità, i cittadini potranno infatti fare acquisti anche per chi è in difficoltà scegliendo tra frutta, verdura, farina, formaggi, salumi o altri generi alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero. Coldiretti ricorda che sono più di 97mila gli indigenti a livello regionale che si rivolgono agli istituti, associazioni di carità e che frequentano quotidianamente le mense dei poveri. Si tratta delle categorie più deboli, persone senza fissa dimora, anziani sopra i 65 anni, persone senza lavoro e famiglie numerose con bambini al di sotto dei 15 anni  costretti a chiedere aiuto per il cibo.

Coldiretti

Coldiretti segnala che con l’effetto delle limitazioni imposte per contenere il contagio, la chiusura di moltissime attività produttive e la conseguente perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, il numero della popolazione con difficoltà economiche è in aumento. «Siamo anche in contatto con i Comuni – spiega il Presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla- per valutare come le risorse messe a disposizione per gli indigenti siano spese per l’acquisto di prodotti  di origine locale».

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