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Stato di agitazione del personale educativo. Diccap: «Scelta di risparmio che pesa sul servizio»

Il sindacato punta il dito contro le esternalizzazioni. «Messi in discussione il benessere lavorativo e la sicurezza dei bambini». L'accusa: «Educatrici spostate in ufficio nonostante avessero il green pass rafforzato da guarigione»

Il sindacato autonomo Cse Flpl (Dipartimento Diccap) ha proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore educativo del Comune di Venezia. «L'esternalizzazione dei servizi educativi ha di fatto portato all’estrema ratio la visione imprenditoriale votata al risparmio in questi anni - afferma l'organizzazione -. La delibera di esternalizzazione va a confermare quanto sottolineato circa le forti criticità con evidenti ripercussioni sulla qualità del servizio offerto. Il Cse Flpl ritiene che si debba superare la visione del capitale umano come pedina di una scacchiera: con il protrarsi delle continue criticità, il rischio è di mettere seriamente in discussione il benessere lavorativo, nonché la sicurezza degli stessi bambini che usufruiscono dei servizi educativi».

Per questa sigla il settore sta attraversando una "cridi di identità". «Dovuta in via principale al problema della carenza di personale - argomenta - ma anche a una gestione non ottimale del personale, senza direttive chiare e scritte per la gestione delle supplenze. Va inoltre segnalata un’errata interpretazione delle normative Covid da parte della dirigente del settore che di fatto ha privato i nidi di personale educativo spostato in ufficio nonostante le stesse educatrici fossero dotate di green pass rafforzato da guarigione. Se non si interviene si rischia di far collassare l’intero sistema pubblico educativo del Comune di Venezia - soistiene il Cse Flpl (Dipartimento Diccap) -. Il prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto nel tentativo di conciliazione che si terrà nei prossimi giorni in Prefettura verificherà la possibilità di raggiungere un accordo, e il sindacato Cse cercherà di evitare con ogni mezzo l’esternalizzazione del servizio, nel rispetto delle normative vigenti, ricorrendo anche a idonee iniziative coinvolgendo tutti gli attori della società civile: cittadinanza, politici e organi di stampa».

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