Steward "anti cafoni" a Venezia: lavorìo continuo per far alzare i turisti a San Marco

Una visitatrice: "Mi hanno detto che non posso fare la foto dal ponte, qui non posso sedermi. Non è un buon benvenuto". L'assessore Mar: "I guardians spiegheranno le buone pratiche"

Non fossimo in piazza San Marco potrebbe sembrare un'ininterrotta coreografia perfettamente coordinata. Su e giù, incessantemente. E' quanto è accaduto venerdì mattina nel salotto buono della città, in occasione dell'entrata in servizio dei 22 steward voluti dall'amministrazione comunale per salvaguardare il decoro e il rispetto per Venezia. #EnjoyRespectVenezia, appunto. Solo che una volta che gli operatori con immancabile pettorina bianca chiedevano alle comitive di alzarsi, ne arrivavano altre. E la danza ricominciava. Su e giù. Quasi che i gradoni delle procuratie costituissero una irresistibile calamita per le terga dei visitatori.

"Perché non posso sedermi? Qual è il motivo?"

"Perché non posso? Se sto in piedi occupo lo stesso spazio...", chiede una turista siciliana appena arrivata da Verona. Vuole vedere San Marco e Rialto prima di tornare in albergo stasera: "Perché queste sono le regole del Comune", spiega uno steward, lì ci sono dei posti appositi", spiega indicando l'altro versante della piazza. "Ma non ci staremo mai tutti lì. Già mi avete detto che sul ponte degli Scalzi non posso sostare per fare foto, ora non mi posso sedere. Che posso fare io turista a Venezia?". Le indicazioni in ogni caso vengono accettate di buon grado, ma subito dopo si siede una comitiva straniera. Tutt'attorno, nelle ore più calde della giornata, c'è gente che cerca l'ombra e non vede l'ora di potersi sedere: "C'è una sanzione, sono qui per spiegarglielo", dichiara un altro steward di colore in inglese. Mostra il depliant che ha in mano e tutto il gruppo si alza.

Alcune turiste: "Troppi divieti. Non ci volete qui, volete mandarci via" | VIDEO

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"Questa non è un'accoglienza da dare ai turisti"

Un lavorìo che non si ferma mai, con un unico filo conduttore: lo sguardo stupito dei turisti che si alzano chiedendosi il motivo. "Ah, è da oggi che sono in servizio? Che fortuna - sottolinea la turista siciliana di prima - Io penso che questa non sia un'accoglienza da dare ai turisti, vorrei capire il perché di tutto questo trambusto. Ci sono una serie di proibizioni che oggi abbiamo scoperto. Ma ci volete qui a Venezia?". Fino al 31 dicembre, secondo il calendario stabilito lo scorso 28 maggio dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, i "guardians" effettueranno 7.644 ore di servizio nelle aree nevralgiche della città: piazza San Marco, piazzale Roma, fondamenta Santa Lucia, l'area Realtina, Santi Apostoli, Fondamente Nove, Campo della Carità, Campo San Bartolomeo.

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"Spieghiamo le buone pratiche"

"Con il supporto di questi collaboratori multilingue – ha spiegato l’assessore al Turismo, Paola Mar – riusciremo a orientare i turisti principalmente sulle buone pratiche e i comportamenti non consentiti, i luoghi di interesse, le aree di sosta, i bagni pubblici, le fermate del trasporto pubblico, gli uffici di Informazione e Accoglienza dei Turisti, i numeri utili. Il nostro obiettivo è assicurare una migliore gestione dei flussi turistici mediante supporto ai visitatori, anche in collaborazione con gli agenti di Polizia Locale, in punti strategici e sensibili della città e divulgare le buone pratiche del visitatore, così come sostenuto dalla campagna comunicativa di sensibilizzazione #EnjoyRespectVenezia per un corretto utilizzo del territorio e dei servizi offerti”.
 

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