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Stop alle cessioni dei crediti per bonus edilizi: «Crisi per famiglie e imprese»

Con il blocco governativo, sommato al divieto di acquisto da parte degli enti locali, il superbonus e le altre misure di efficientamento sono al collasso

Le ultime decisioni del governo sul superbonus 110% e sugli altri bonus edilizi allarmano le categorie dei costruttori. D'ora in avanti, in base al decreto di "misure urgenti in materia di cessione di crediti d'imposta relativi agli incentivi fiscali", approvato il 16 febbraio dal consiglio dei ministri, non potrà più essere utilizzata l'opzione dello sconto in fattura o della cessione del credito al posto della detrazione. Una novità che affossa la possibilità, per moltissime famiglie, di eseguire interventi strutturali di efficientamento energetico nelle proprie abitazioni.

La Cna Veneto interviene sulla questione, definendo il provvedimento «un macigno che rischia di portare a fondo imprese del comparto edile e proprietari». «Oltre alla preoccupazione per la notizia sul blocco dell’acquisto dei crediti da parte degli enti locali, ci troviamo oggi dinanzi a un altro grave provvedimento - commenta il presidente Moreno De Col -. L’acquisto di crediti da parte degli enti locali poteva essere un intervento di grande sostegno delle 5mila imprese della filiera delle costruzioni, che con 500 milioni di crediti bloccati vendono in serio pericolo la loro sopravvivenza. Aggiungere ora a questo divieto anche il blocco del superbonus nella possibilità di cessione del credito e dello sconto in fattura significa portare un intero comparto al collasso». In sostanza, «un enorme passo indietro per la ripresa».

Parere negativo anche da parte dell'Ance Veneto: «Un governo che blocca le opportunità sottovalutando la portata del problema senza aver studiato forme alternative determinerà lo stop dei lavori, con gravissime conseguenze economiche e sociali. Una grave responsabilità politica, vista la consistenza del nostro settore da sempre linfa vitale dell’economia del Nordest».

Mentre per il presidente di Confartigianato imprese Veneto, Roberto Boschetto, il provvedimento crea «ulteriori situazioni di crisi finanziaria per le imprese e un problema di carattere sociale per quei committenti che hanno basato la fattibilità dei lavori sulla possibile cessione del credito»: un ritorno al passato, «quando gli interventi sulle case venivano realizzati solo da chi aveva disponibilità economiche per farlo». Boschetto fa presente che «una nuova stagione come quella trascorsa, con aliquote altissime di detrazioni e compravendita libera dei crediti fiscali nascenti, è impensabile», ma è anche vero che «per raggiungere gli obiettivi di transizione ecologica, non si potrà prescindere da percentuali di detrazione “accattivanti” almeno per gli interventi energetici e antisismici».

I numeri del 110% in Veneto sono straordinari. Solo negli ultimi tre mesi (novembre, dicembre e gennaio), il numero delle asseverazioni ha proseguito la sua crescita: + 6.396, pari ad investimenti per 1 miliardo di euro.

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