Tassa di sbarco, il Comune annuncia le prime sperimentazioni da maggio

Iniziano i lavori per la stesura del regolamento che dovrà prevedere casi di applicazione, esenzioni, modalità di riscossione. Brugnaro vuole una "città smart" entro il 2021

Foto d'archivio

Entro fine febbraio va approvato il regolamento mentre le prime sperimentazioni potrebbero essere attivate a maggio. Lo ha annunciato il sindaco Luigi Brugnaro relativamente alla tassa di sbarco per Venezia, il contributo che tutti i visitatori "giornalieri" dovranno versare per entrare in città. Un'imposta da applicare, come prevede la legge, in caso di «accesso, con qualsiasi vettore, alla città antica e alle altre isole minori della laguna», sempre «alternativamente all'imposta di soggiorno». L'iter è partito ieri con una riunione tra i consiglieri di maggioranza. Esclusa la possibilità di far pagare il ticket già a Carnevale, si punta a cominciare ad applicarlo, appunto, dalla primavera. Nelle intenzioni dell'amministrazione, l'imposta rientra in un piano complessivo per rendere Venezia una "città smart", con una gestione globale del turismo che va dalla regolamentazione dei flussi alla fornitura di servizi.

Chi paga e chi no

Nel regolamento - come riporta La Nuova Venezia - sarà necessario «prevedere esenzioni e sconti e modulare l'ammontare della nuova tassa», oltre a «codificare l'incasso dei contributi». Ancora più delicata la questione dell'identificazione dei "vettori": di certo pagherà chi arriva a bordo delle navi da crociera e dei lancioni gran turismo, ma vanno presi in considerazione anche i visitatori che viaggiano in treno e in bus. Resta poi l'incognita dei veicoli privati. Per tutto questo la giunta avrebbe scelto di affidarsi ad uno studio legale che dovrà elaborare un documento più "solido" possibile, a prova di ricorso.

Controllo dei flussi

L'obiettivo è alleggerire la pressione del turismo e di conseguenza rendere Venezia più vivibile. I proventi della tassa dovrebbero contribuire alla manutenzione della città e - si spera - a tagliare alcuni costi per i residenti, come la Tari. Secondo il Comune, grazie alla control room della polizia locale e ai software per il controllo degli arrivi sarà possibile applicare un sistema di prenotazione. Con tariffe più alte per i periodi di maggiore afflusso, ovvero un modo per disincentivare chi intende venire in città nei giorni da "bollino nero".

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